Adieu Pinot.
Sempre frizzante come uno degli omonimi vini della sua terra, il corridore Fdj lascia il Tour de France poco prima dell’inizio della tappa di oggi, la cronometro Bourg Saint Andreol-La Caverne du Pont-d'Arc di 37,5 km, dopo aver fatto vedere un bel po’ di bollicine sui traguardi intermedi (la sua specialità) e indossando la maglia a pois (dopotutto, si può osservare, i pois sono proprio come tante piccole bollicine).
A far perdere alla corsa gialla un altro grande protagonista – secondo una voce circolante dalla mattina e puntualmente confermata prima della partenza – è statauna bronchite, mentre una clavicola rotta - conseguenza di una delle cadute dell’accidentatissima tappa di ieri – taglia fuori dai giochi l’australiano Gerrans della Orica-BikeExchange. Tutti gli altri protagonisti della carovana, invece, sia quelli maggiori che quelli minori, sono presenti alla partenza di una frazione che non può non svolgersi con una nota di mestizia per i recentissimi fatti di Nizza, dove la notte scorsa (la notte del 14 luglio, festa nazionale francese), un camion frigorifero di 25 tonnellate guidato, con massimo sprezzo delle norme stradali, a 80 km all’ora, da un tunisino trentunenne (probabile terrorista, ma non è stato ancora provato un suo legame con l’Isis), ha falciato senza pietà le persone che stavano tranquillamente passeggiando sul lungomare, godendosi i fuochi d’artificio.
Ottantaquattro morti, duecentodue feriti: e non è mancato neppure lo scontro a fuoco, perché l’autista ha anche sparato contro 3 poliziotti che hanno risposto, colpendo e danneggiando il mezzo.
La sera dell’orrore, iniziata alle 22.30, si è protratta fino alle porte della mezzanotte. Diciannove ore dopo, sul palco di premiazione allestito al termine della giornata odierna del Tour (la tredicesima), tutti i protagonisti, in fila, si offrivano a fotografi e telecamere in un compunto silenzio: Dumoulin (Giant-Alpecin), il vincitore della tappa; Froome (Sky), che, dopo il salvataggio di ieri deciso dalla giuria, ha ripreso a consolidare il suo primato in maglia gialla, tanto da trovarsi ora in vantaggio di 1’47’’ sul nuovo delfino della classifica generale, Mollema della Trek; Peter Sagan (Tinkoff), tornato maglia verde, e poi Thomas De Gendt (Lotto Soudal), maglia a pois, e Adam Yates (Orica-BikeExchange), maglia bianca.
Dunque, nella prova che ha visto i corridori competere in velocità con se stessi prima che con gli avversari (e che “spezza”, se così si può dire, la tensione di una corsa nell’ultima settimana sempre più proiettata in salita), Tom Dumoulin ottiene la sua doppietta personale di successi al Tour: coprendo il percorso della crono-tappa in 50’15’’ replica infatti l’alloro che aveva già ottenuto in fuga solitaria, nella tappa numero 9, in terra andorrana (parliamo del 10 luglio scorso).
Alle sue spalle si piazza proprio il redivivo Froome, che fa registrare il miglior tempo dopo quello dell’olandese eccedendo, rispetto a quest’ultimo, di 1’3’’. Terzo nell'ordine d’arrivo il portoghese Oliveira della Lampre, a 1’31’’ da Dumoulin. In classifica generale, invece, ad occupare la terza posizione è il retrocesso Yates, a ben 2’45’’ da Froome.

