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Palmisano: "Il Fair Play è il gesto che racconta davvero chi siamo"

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"Il valore dello sport va oltre il risultato e spesso si misura nei gesti". Ne è convinta Antonella Palmisano, campionessa olimpica della marcia, premiata alla 30/a edizione del Premio Internazionale Fair Play Menarini con il riconoscimento "Fair Play modello di vita". Un premio che, come ha raccontato, rappresenta molto più di un semplice attestato: è "il simbolo di un momento" che ha segnato profondamente il suo percorso umano e sportivo. 

Palmisano ha ricordato l'abbraccio con l'olimpica spagnola María Pérez Garcia al termine dei Mondiali di Tokyo, un'immagine diventata emblema dei valori della disciplina. "Il Premio Fair Play Menarini è molto importante perché racchiude quello che è successo l'anno scorso. María Pérez è una mia avversaria, ma anche una grandissima amica. Ci siamo ritrovate entrambe dopo periodi difficili: io dopo un intervento chirurgico nel 2022, lei dopo due squalifiche. Quel gesto all'arrivo ha significato tantissimo". 

La marciatrice azzurra ha spiegato come, dopo la delusione delle Olimpiadi di Parigi, avesse persino pensato al ritiro. "Appendere le scarpe era l'unico pensiero che avevo in mente. È stata proprio María a darmi uno stimolo, a farmi credere di nuovo nel futuro agonistico". Da lì la scelta di ripartire e affrontare una stagione complessa, culminata nella gara di Tokyo, vissuta tra difficoltà fisiche e la paura di non riuscire nemmeno a tagliare il traguardo. "È un gesto che dice tanto di quello che lo sport vuole trasmettere", ha sottolineato. 

 

Lo sguardo, però, è già rivolto ai prossimi Campionati Europei di agosto, dove Palmisano si presenterà da campionessa in carica. "Voglio fare il possibile per riconquistare quella posizione, ma non è affatto scontato", ha spiegato, indicando proprio María Pérez come la principale favorita. Un'avversaria che non esita a definire straordinaria: "Per me è la marciatrice più forte degli ultimi anni. La metto allo stesso livello di campioni come Mo Farah, Usain Bolt e Armand Duplantis". 

Parole che non nascondono, però, la voglia di mettersi ancora alla prova. "A noi atleti piace alzare l'asticella e inseguire anche ciò che sembra impossibile. È questa l'adrenalina che ci spinge ogni giorno". La preparazione procede secondo i programmi: Palmisano è appena rientrata dal raduno in altura di Livigno e nei prossimi giorni partirà per un nuovo collegiale, ancora insieme a Pérez. "Poi vinca la migliore", ha concluso con un sorriso. 

Nel futuro resta anche il grande obiettivo delle Olimpiadi di Los Angeles 2028. "Il mio allenatore mi ammazzerebbe se dicessi il contrario", ha scherzato. "Stiamo lavorando per quello. Oggi mi sento ancora competitiva e ho voglia di provare a disputare la mia quarta Olimpiade. Come si fa a dire di no a Los Angeles?". In chiusura, inevitabile un riferimento al caso Alex Schwazer che negli ultimi giorni ha riportato la marcia al centro dell'attenzione mediatica. Palmisano ha preferito non alimentare le polemiche. "Mi sono espressa con una storia sui social senza aggiungere altro. Mi dispiace che il nostro movimento venga definito anche da queste vicende. Oggi, però, vorrei godermi questa giornata senza parlare di cose non piacevoli". 

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