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Euro 2016, il punto sugli ottavi

L'Italia elimina la Spagna

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È tornato Euro 2016 con il suo secondo atto, gli ottavi di finale.

Se n’era accorto qualcuno, in mezzo al clamore per la Brexit e con gli animi volti alle sue apocalittiche conseguenze? Fatto sta che, anche se politicamente ormai ne sono fuori, in questi ottavi Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord erano ancora parte integrante di un’Europa che, nel calcio, continua ad assottigliare il novero delle contendenti, stringendo sempre più i tempi per la cernita dei migliori.

Di quelle tre alla fine del giro di giostra ne è rimasta solo una. Il destino infatti ha voluto che l’isola fatta grande dai Vichinghi danesi fosse eliminata dalla piccola e lontana isola dei Vichinghi norvegesi, come vedremo più in là, e questo quando già Galles e Irlanda del Nord si erano scontrati tra loro, nella seconda gara del primo trittico del triduo degli ottavi, andato in scena sabato 25 giugno. Sicché era chiaro fin dall’inizio che solo una delle due sarebbe stata protagonista  anche nei quarti di finale: questa sorte è toccata al Galles, che al “Parco dei Principi" di Parigi, in una delle due partite delle 21.00, è riuscito a piegare i cugini approfittando di una loro autorete, un pasticcio del difensore McAuley al 75’. Continuando a parlare del primo trittico del triduo, sempre alle 21.00 di sabato il Portogallo, allo “Stade Bollaert-Delelis” di  Lens, è passato a spese della Croazia, grazie ad una marcatura di Quaresma al 117’, che in realtà non è che il  perfezionamento di un quasi-gol di Nani innescato da un cross di Cristiano Ronaldo, appena passata la paura per un palo colto da Perisic  che avrebbe potuto portare in vantaggio la Croazia. Se la partita di Lens è finita ai supplementari, quella delle 15.00 allo Stadio "Guichard" di Saint Étienne tra Polonia e Svizzera era finita addirittura ai rigori. Chiusisi i tempi regolamentari sull’1-1 (gol di Błaszczykowski al 39’ per la Polonia e di Shaquiri all’82’ per la Svizzera) e perdurando il pareggio nei supplementari, alla lotteria dagli undici metri decisivo è stato l’errore di Xhaka per la condanna degli elvetici. E così è stato 5-4 per i polacchi.

Passiamo al secondo trittico del triduo, quello di domenica 26 giugno, in cui vincono le più forti. Passa la Francia nella partita giocata alle 15.00 a Décines-Charpieu (Parc Olympique Lyonnais). I transalpini padroni di casa riescono ad imporsi sull’Irlanda, che qualche giorno prima si era presa la soddisfazione di battere un’Italia già qualificata per gli ottavi e di qualificarsi a propria volta. Ma a segnare per primi, e subitissimo,  erano stati proprio i gaelici, al 2’ con un rigore realizzato da Brady. Paziente e faticosa è stata la rincorsa della truppa di Deschamps, coronata dalla doppietta di Griezmann al 58’ e al 61’.

Nel tardo pomeriggio (ore 18.00, “Stade Pierre-Mauroy” a Villeneuve-d’Ascq) anche la Germania campione del mondo passava ai quarti, grazie ad un rotondo 3-0 ai danni della Slovacchia: ad affondare una delle tre rivelazioni del torneo – insieme a Islanda e Ungheria – erano i gol di Boateng all ‘8’, Gómez al 43‘e Draxler al 63‘. Ma avrebbe potuto essere poker teutonico, se il portiere slovacco Kozacik, sull’1-0, non avesse parato un rigore ad Ozil (13‘). A sera, infine (ore 21.00 a Tolosa, Stadium Municipal), un’altra grande rivelazione, l’Ungheria, lasciava spazio ad un travolgente Belgio. Travolgente in cauda, però: alla fine è stato 4-0 per i diavoli rossi, ma la radiografia della successione delle reti dice che il gol al 10' di Alderweireld è rimasto “solo soletto” per più di un tempo, e che solo negli ultimi 13 minuti gli uomini  di Wilmots hanno affondato i colpi, con Batshuayi al 78’, Hazard all’80’ e Carrasco al 91’.

Infine, lunedì 27, il dittico finale del turno. Parliamo di Italia-Spagna (Saint Denis, Stade de France, ore 18.00) e di Inghilterra-Islanda (ore 21.00, Allianz Riviera di Nizza). Un’Italia cinica e fortunata al punto giusto riesce a scaraventare fuori dal torneo continentale i campioni in carica, eccessivamente manovrieri e lenti. A proiettare gli azzurri ai quarti sono due gol: quello di Chiellini al 33’, che in realtà è un tap-in vincente sul calcio di punizione di Éder neutralizzato solo a metà da De Gea (l’unico errore del portiere iberico in tutta la partita), e un micidiale collo piede di Pellè al 90’, su passaggio di Darmian, entrato da non molti minuti. Un gol di antica potenza, che fa dell’attaccante del Southampton un piccolo Boninsegna dei nostri tempi, e soprattutto che legittima degnamente il passaggio del turno da parte degli uomini di Conte, alla fine di un secondo tempo dominato da una insistita quanto sterilissima pressione  offensiva delle furie rosse. A cui non resta che naufragare nel rosso tramonto di un ciclo (come scrive anche il Marca), tra cocci di lusso (Iniesta, Fabregas, Morata, Sergio Ramos) e nuovi capisaldi, che al momento non sembrano garantire di poterne aprire uno nuovo. Quale gioia, invece, è per l’Italia non essere prigioniera di nessuna era continuativa di trionfi: a parte la remota epoca fascista dei successi in serie,  infatti, la Nazionale del Belpaese, pur vantando un blasone calcistico riconosciuto, ha sempre fatto di una certa “sindrome di Davide”, unita ad uno stato di grazia particolare in termini di concentrazione emotiva, i suoi punti di forza. Salvo poi non replicarsi mai, ma nel momento stesso in cui diventa celebrata e calamita le attese, tradizionalmente l’Italia smette di essere vincente.

L’Islanda, invece, continua a tenere alta la bandiera delle rivelazioni del torneo battendo l’Inghilterra per 2-1, come avevamo accennato ad inizio pezzzo, e soffiando ai leoni di Hogdson  (che a settembre potrebbe non sedere in più sulla panchina britannica) la qualificazione ai quarti. L’ennesima storica partita per gli isolani del Nord si risolve entro i primi venti minuti del primo tempo, con i gol di Sigurdsson al 6′ e di Sigthórsson al 18′ a capovolgere rapidamente la fulminea situazione di vantaggio per gli inglesi determinata da un rigore  di Rooney dopo soli quattro minuti dal fischio d’avvio.

ILTABELLINO DI ITALIA-SPAGNA

Italia-Spagna 2-0

Italia: Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Florenzi (84' Darmian), Parolo, De Rossi (53' Thiago Motta), Giaccherini, De Sciglio; Eder (82' Insigne), Pellè. Ct: Conte.

Spagna: De Gea, Juanfran, Ramos, Piqué, Alba, Fabregas, Busquets, Iniesta, Silva, Morata (70' Lucas Vazquez), Nolito (46' Aduriz sostituito da Pedro al 81'). Ct: del Bosque.

Arbitro: Cuneyt Cakir (Turchia).
Marcatori: 33' Chiellini (I), 91' Pellè (I).

 

IL TABELLONE DEI QUARTI

Polonia-Portogallo

Galles-Belgio

Germania-Italia

Francia-Islanda

 

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