Il ciclista del trionfo palindromo.
Che si corra da Arnhem verso Nimega o da Nimega verso Arnhem, in entrambi i sensi il nome del vincitore si legge sempre allo stesso modo: Marcel Kittel. E così, il Giro d’Italia si congeda dal paese dei tulipani per tornare a più tradizionali lidi nel segno del tedesco della Etixx-Quick Stepp: che vince la tappa, la sua seconda consecutiva (conterà però considerare che era la stessa dell'altro ieri ma a percorso inverso?) E, "Entschuldigen Sie, Herr Dumoulin" ("scusi, sig. Dumoulin"), si prende anche la maglia rosa. Con 9 secondi di vantaggio sull’olandesone.
Dunque la tappa di ieri quasi un doppione di quella dell'altro ieri, e praticamente con lo stesso copione (e gli stessi chilometri, 190). Fuga per quattro ad opera di Berlato (Nippo-Vini Fantini), Tjallingii (LottoNL-Jumbo), Van Zyl (Dimension Data) e Amezqueta (Wilier-Southeast), fino a 15 chilometri dal traguardo.
Poi, mentre, durante l’attraversamento di una rotonda, nelle retrovie si registravano le prime cadute di questa edizione (per fortuna non di grave entità , tranne che per Peraud dell’Ag2r, costretto a lasciare la corsa per salire a bordo di un’ambulanza), è scattato in solitaria il sudafricano Van Zyl, raggiunto dal gruppone spezza-sogni solo a 1,7 chilometri dall’arrivo (ricordiamo che dal chilometro 28 la corsa era entrata nella sua fase conclusiva, cioè dentro il circuito cittadino di Arnhem, da percorrere due volte).
E a quel punto sono entrati in gioco i grossi calibri: nella volata dei velocisti più rapaci (e voraci), c’erano anche, e di questo non possiamo che essere orgogliosi, anche due italiani, Viviani (Sky) e Nizzolo (Trek), segno che l’aria dell’italo pedale si avvicina (oggi si riposa, domani si riparte dalla bimediterranea Calabria, più precisamente da Catanzaro); ma se alle loro spalle c’è il falco di Arnstadt non c’è storia. Primo Kittel, secondo Viviani, terzo Nizzolo: questo il podio finale.
E udite udite, Kittel aggiunge a tutto ciò anche il mantenimento della vetta della classifica a punti, e quindi della maglia rossa. In bianco resta sempre Ludviggson della Giant-Shimano mentte la maglia azzurra cambia padrone: da Fraire (Dimension Data) a Tjallingii: stare all’avanguardia per due tappe consecutive (e vincere il gpm di Posbank) qualcosa ha fruttato.

