Serie A, un Sassuolo in formato europeo

Frosinone sfiora il colpaccio a “San Siro”

pubblicato il 02/05/2016 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Lorenzo Pellegrini (Sassuolo)

Bestia nera.

Si definisce tale la squadra di medio-bassa classifica che, storicamente, rappresenta uno scoglio insidioso per una squadra di vertice. Non sta scritto da nessuna parte, naturalmente, che ad una grande squadra non possano corrispondere più bestie nere.

Di certo il Milan, che negli ultimi anni ha eletto a propria bestia nera il Sassuolo garibaldino di Di Francesco, ieri, nel mezzo della tranche pomeridiana della domenica della XXXVI giornata di serie A, era quasi  sul punto di arricchire il catalogo, includendovi anche il Frosinone. Stellone e i suoi uomini ne sarebbero stati oltremodo felici, anche perché sbancare il “Meazza”, in un momento difficilissimo per il Diavolo, avrebbe significato per loro non perdere contatto dalla quart’ultima posizione, che è tornata ad essere una poltrona per due. Alla fine, però, Dionisi e compagni si sono mostrati una banda di psico-aguzzini più che un’orda di devastatori veramente convinti. E il Milan, considerata la sua situazione delicatissima, ha fatto davvero una piccola impresa. In vantaggio già al 2’ con Paganini, i ciociari avevano raddoppiato alla fine del primo tempo, minuto 44, con il tedesco Kragl direttamente su punizione. Sepolti dai fischi e dalle ingiurie al loro rientro temporaneo negli spogliatoi, proprio all’inizio della ripresa, e cioè al 48’, i rossoneri avevano trovato l’occasione di dimezzare le distanze, un calcio di rigore per un fallo di mano del difensore laziale Russo: dal dischetto però l’ineffabile Balotelli si concedeva il lusso di sprecare malamente.

Fortuna, comunque, che appena un minuto dopo, ad un passo dal portiere frusinate Bardi, assolutamente biasimevole nell’uscita sul cross di Abate, si trovava Carlos Bacca che davvero non poteva sbagliare. Era l'inizio di un nuovo grande Milan? Assolutamente no, si illudeva in effetti chi pensava che, a quel punto, il momento negativo del Milan fosse finito: al 55’, infatti, Dionisi triplicava per gli ospiti, ed era allora che i rossoneri vedevano realmente il buio.

Diciannove minuti di vuoto, fino a che l’ingresso di forze fresche non ha ridato un po’ di ossigeno alla truppa di Brocchi: al 74’, a riaprire la partita ci pensava infatti l’appena subentrato Antonelli. Il Frosinone perdeva la baldanza, il Milan invece sentiva di aver trovato di che allungarsi la vita: l’appuntamento ora era nei minuti dell’extratime, quando un altro fallo di mano in area volsca (colpevole stavolta l’ucraino Pryjma) fruttava il secondo rigore per il Milan : Menez non faceva il Balotelli e acciuffava il pareggio salva-faccia. Era il 92’. Milan a 54 punti, e retrocesso al settimo posto per la concomitante vittoria del Sassuolo. Frosinone sempre penultimo, e ora a -3 dalla terz’ultima, che in realtà è anche quart’ultima: si tratta della coppia Carpi-Palermo).

Torniamo alla bestia nera del Milan: nonostante i tentativi del Frosinone che abbiamo descritto, per il momento resta sempre quella, e parliamo natualmente del Sassuolo. Anche a distanza. E infatti, vincendo in casa contro l’ormai retrocesso Verona (gol del centrocampista Pellegrini al 58'), i neroverdi estensi hanno scippato al Diavolo il sesto posto, e sono prepotentemente tornati in quella Euro-zona che gioiosamente frequentavano nella prima parte del campionato. 55 punti: tale il bottino in classifica della squadra emiliana, che se si lascia dietro ad un punto Bacca e compagni, ne dista ora soltanto cinque dalla Fiorentina. Chi è più motivato, adesso? La Fiorentina, a mantenere un quinto posto che rappresenta comunque l’ultima spiaggia di una stagione delle promesse deluse, o il Sassuolo, a compiere un altro “furto eccellente”? Comunque sia, anche rebus sic stantibus il Sassuolo si proietterebbe in Europa.

Giornata decisamente no per il football milanese: perde anche l’Inter nella partita delle 20.45 contro la Lazio, all’ "Olimpico" di Roma. I gol di Klose all’8’ e di Candreva all’84’ su rigore inchiodano la manciniana al quarto posto a 65 punti e con un punto di vantaggio in meno sulla Fiorentina (da +5 a +4). La Lazio, invece, si porta a 51 punti e si insedia, così, all’ottavo posto solitario a scapito del Chievo.

Nella zona caldissima della classifica (e torniamo nella fascia pomeridiana) l’unico che riesce a fare punti pesanti è il Palermo: batte al “Barbera” per 2-0 la Sampdoria, che ci mette anche del suo (i rosanero, infatti, passati in vantaggio con Vazquez al 19’, trovano il radoppio grazie ad un’autorete di Krsticic all’85’), e. come accennato, aggancia a 35 punti il Carpi, vittima sacrificale a mezzogiorno e mezzo nella festa-scudetto della Juventus a Torino. La Samp, invece, resta quindicesima a 40 punti, due lunghezze sopra l'Udinese.  

A reti inviolate finisce invece Empoli-Bologna al “Castellani”, e per entrambe è il punto-salvezza.

Prima di tutto , dunque, come accennavamo, c’era stata la passerella di gloria per la Juve allo “Juventus Stadium”: sparring partner dei padroni di casa, e freschi penta-campioni, sono stati i menottiani del Carpi, battuti con un gol per tempo, quelli di Hernanes al 42’ e  di Zaza all’80’. L’Allegra Armata è salita così a quota 88; il Carpi, invece, che ha dovuto prestarsi a fare il tacchino al pranzo di Natale,  si accinge ora, alla luce di quanto successo nel resto della bassa classifica, a vivere questi ultimi due turni di campionato con lo spirito non allegrissimo del giorno di Santo Stefano. Comunque la volata per evitare gli ultimi due biglietti di ritorno in B sarà ancora lunga, a dispetto dei 180 minuti residui di campionato.

Questa sera il turno si chiude con Genoa-Roma e Napoli-Atalanta.

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