Vince Lorenzo in Australia

Marquez fuori, Pedrosa e Rossi sul podio

pubblicato il 20/10/2013 in Sport da Elena Caracciolo
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Elena Caracciolo

Qualche brusio c’era stato, qualcuno si era chiesto se fosse giusto o meno, altri si domandavano se fossero davvero state esposte; fatto sta che a sette giri dal termine, altere e crudeli, improvvisamente, escono bandiere nere.
Nere come l’umore di Marc Marquez, squalificato dalla gara che avrebbe potuto consacrarlo campione del mondo.
Già: perché Marc Marquez era partito molto bene ed era francobollato a Lorenzo, nel tentativo, come suo solito, a metà gara, di avvicinarsi ed attaccarlo, se non fosse che oggi il regolamento di Phillip Island prevedeva che ci fosse un cambio moto, poiché non erano state calcolate le temperature elevate dell’asfalto e occorreva sostituire le mescole.
Il regolamento sanciva rientro ai box non oltre il nono giro e, se Pedrosa è stato il primo a rientrare e se Lorenzo è entrato giusto in tempo al nono giro, Marquez, invece, è rientrato dopo il decimo giro.
Forse il team aspettava che Marquez si rendesse conto da solo che bisognava rientrare, forse Marquez aspettava che il flag to flag (unico modo per comunicare con il team) lo avvertisse: non si sa… fatto sta che Marquez è rientrato dopo il decimo giro, ha fatto un cambio moto spettacolare, con tanto di giravolta e con velocità stratosferica ed è rientrato in pista, insinuandosi nella traiettoria di Lorenzo, che gli ha serbato un contatto abbastanza forte, a causa del quale è scivolato secondo e, immediatamente, terzo, sopraggiunto anche da Pedrosa.
Ma Marquez non mollava, imperterrito continuava la sua corsa, avvicinandosi a Pedrosa e non perdendo la concentrazione, se non fosse che, dopo due giri di guerra, per lui sono state esposte bandiere nere.
Bandiere nere che hanno distrutto la costanza meticolosamente mantenuta in questo week end, nonostante una caduta.
Bandiere nere che hanno distrutto la sua guida eccentrica e brillante e bandiere nere, che, infine, hanno distrutto anche, al quarto giro, un Marquez che si è insinuato, mangiandosi mezzo secondo, come un fulmine, all’esterno di Lorenzo, per prenderlo, niente meno, che all’inizio del curvone.
Termine di questa gara per Marquez.
Zero punti.
Ma il mondo è diviso in due e, se qualcuno soffre, c’è sempre qualcun altro, che, invece, sul podio, ringrazia il cielo e sorride.
È il caso di Jorge Lorenzo, che va a vincere indisturbato questo Gran Premio australiano di Phillip Island e mordicchia ben venticinque punti, nel tentativo di arrivare al margine accumulato da Marquez e nel tentativo di aprire di nuovo i giochi, per decidere chi debba o non debba prendersi il titolo mondiale.
Certo in lista d’attesa ci sarebbe anche Dani Pedrosa, che oggi ha autografato il secondo posto e che, nonostante il circuito australiano sia il suo circuito maledetto, oggi è felice della sua rimonta (l’anno scorso qui cadde).
E sullo scalino più basso del podio, dopo due bandiere spagnole in successione, c’è una bandiera italiana, sotto la quale spunta un felice Valentino Rossi, artefice di una bella battaglia con Crutchlow e Bautista.
Un po’ più indietro (ma è una questione di punti di vista perché per loro sono punti importantissimi), un terzetto di Ducati in sesta posizione (Hayden), settima posizione (Iannone) e ottava posizione (Dovizioso): carrellata di orgoglio Ducati, dopo il volatilizzarsi di Stoner, che qui ha regalato successi su successi.
Insomma: è stato decisamente troppo per un solo Gran Premio e la fine del campionato darà le giuste risposte riguardo a tanti dubbi, primi tra tutti quanto valida sia la strategia del flag to flag e, soprattutto, se Marquez sia in grado, con i suoi vent’anni, di incassare il colpo nero, per poi dimenticarlo, a fine mondiale, regalandosi il titolo. 

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