Posticipi serie A, la corsa-scudetto si ferma a Roma

Il Carpi spedisce in B il Verona

pubblicato il 26/04/2016 in Sport da Gianluca Vivacqua
Condividi su:
Gianluca Vivacqua
Kevin Lasagna (Carpi)

Nainggolan.

Il guerriero belga-indonesiano coi suoi capelli a forma di lama di scimitarra decapita, definitivamente, le ambizioni del Napoli di continuare a contendere lo scudetto alla Juventus. Minuto numero 89: fino a quel momento la gara dell’ “Olimpico” tra giallorossi capitolini e azzurri partenopei era rimasta inchiodata sullo 0-0. Poi, arriva il lancio in verticale per Pjanic di Totti (entrato all’80’), e il conseguente passaggio del bosniaco a beneficio del mohicano romanista, che non fallisce. Festa grande per la Roma, che accorcia ancora sulla sarriana e si porta ora a soli 2 punti dal secondo posto: se la corsa-scudetto è finita, quella per la qualificazione diretta in Champions League, si potrebbe dire, è appena iniziata. Ed è festa grandissima, naturalmente, per la Juventus, campione d’Italia con tre giornate di anticipo sulla chiusura della stagione e per la quinta volta consecutiva anche se “in contumacia” (o in differita, se si preferisce, come nel 2013-14). 2012-2016: eguagliato il quinquennio d’oro 1930-35. Si può ben dire che, nel III millennio, il grande Carlo Carcano e il duo Bigatto-Gola hanno trovato dei degnissimi eredi in Antonio Conte e Massimiliano Allegri.

La partita-clou della terna di posticipi della XXXV giornata, giocatasi nel giorno delle celebrazioni per la Liberazione, è stata anche la prima a disputarsi, alle 15.00, come una normale partita domenicale. All’ora del tè sono quindi scesi in campo, al “Bentegodi”, Verona e Milan, e alle 19.00, in terra menottiana, Carpi ed Empoli.

Due partite che vanno necessariamente analizzate in modo congiunto. Se i giochi, infatti,  si chiudono al vertice, si chiudono anche ai suoi antipodi. Impresa sprecata, quella casalinga del Verona ai danni del Milan: il Diavolo, che non sa più a che diavolo votarsi, ricade nel “mal di Sassuolo” senza che gli “untori” ne abbiano tratto giovamento.  Ai generosi uomini di Del Neri, infatti, non è servito assolutamente a niente rimontare il vantaggio rossonero: ci ha pensato poi il Carpi, circa due ore dopo la fine della gara in riva all’Adige, a decretare la caduta in cadetteria dei gialloblù, battendo l’Empoli in casa con un gol arrivato all’85’.

Ai padroni di casa (orfani di Toni) resta comunque la soddisfazione di aver chiuso il sipario con una prestazione davvero onorevole. Questa la cronistoria dei gol della partita: in vantaggio il Milan al 20’ con Menez, abile e cinico ad approfittare di un pallone non trattenuto dal portiere scaligero, Gollini.  Sperare di poter speculare su un gol di rapina, però, non è da Milan, o quantomeno non da grande Milan: così i padroni di casa hanno avuto tutto l’agio di potersi riprendere e ripartire, ma la loro fortuna è stata quella di trovare, nella fase declinante della gara,  un fallo da rigore in area milanista. 71’: il difensore Romagnoli blocca con la mano un pallone proveniente da tiro d’angolo ed è causa di un penalty che Pazzini non fallisce. Scoramento Milan, orgoglio Verona che si proietta con animo da leone verso i minuti finali: e gli sforzi gialloblù vengono premiati al 94’, quando Siligardi su punizione trova il gol utile a ribaltare il punteggio. Ma che non basta a riscrivere un destino ormai segnato.

Ed eccoci al Carpi, il piccolo eroe di questa giornata ma, potremmo anche dire, di questo campionato. Ieri parlavamo, metaforicamente, di pranzo-scudetto per la Juventus, e ci chiedevamo quale sarebbe stato il dessert, dopo gli spaghetti e la bistecca. Per i menottiani, invece, la salvezza ha fatto un decisivo passo in avanti grazie ad una“cena con Lasagna”: non è un mistero, infatti, che il gol, tardivo, dell’attaccante di San Benedetto Po, oltre a determinare il primo verdetto in coda (e cioè, come dicevamo, la retrocessione del Verona), ha avuto come effetto anche quello di sganciare i biancorossi dalla morsa letale del Palermo, e di proiettarli da soli al quart’ultimo posto (là dove la salvezza sarebbe assicurata).

Questa la situazione in fondo alla graduatoria, partendo dall’ultimo posto: Verona (vincente ma spacciato) 25 punti; Frosinone 30; Palermo 32  e Carpi, appunto, 35, a tre passi dall’Udinese. Inutile dire però che, contro l’Empoli, forse sarebbe finita diversamente se il gol segnato dai toscani al 54’ con Pucciarelli non fosse stato annullato dall’arbitro Valeri (gol che, ai più, era parso regolare). Ininfluente, invece, è stata la superiorità numerica di cui i padroni di casa hanno potuto usufruire per buona parte della partita, dopo che al 25’, tra le file empolesi, un cartellino rosso aveva mandato anzitempo negli spogliatoi l’attaccante Mchedlidze. Al 90’ la parità delle forze in campo sarebbe stata ristabilita dall’espulsione di Lollo per somma di ammonizioni, ma a quel punto i giochi erano già fatti. 

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password