Serie A, Juve-Napoli botta e risposta

Apoteosi-Milan nel derby della Madonnina

pubblicato il 01/02/2016 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Carlos Bacca (Milan) - Ha aperto le marcature nel derby della Madonnina

Solito ritornello del 2016: allo scatto fulminante del Napoli ribatte la Juventus con un contro-scatto da campioni.

E se il divario tra le due rivali per il vertice resta immutato (sempre due lunghezze, perché sono ora 50 i punti della capolista, 48 quelli della sua inseguitrice), ciò che cambia è il distacco tra azzurri e bianconeri e le altre squadre dei quartieri alti. La Fiorentina è a sei punti dalla Juve, l’Inter a sette. Naturalmente, in teoria, perfino il Milan potrebbe ancora rientrare nella corsa-scudetto, a patto, però, che tutte e tre facciano cose da Juve e da Napoli: ma l’Inter balbetta (ed esce spappolata dalla stracittadina), la Fiorentina si ritrova abulica proprio in una fase cruciale del campionato, mentre la Roma coglie la classica vittoria che scaccia la crisi, ma che però è solo una promessa di rilancio. E poi il Milan fa bene, sì, ma sempre a corrente alernata.

Questo è quanto ha sentenziato la ventiduesima giornata. Dopo l’atto introduttivo di sabato 30, che ha visto, come accennato,  il primo successo della Roma di Spalletti (3-1 nel derby interno col Frosinone) e, a fargli da contorno, i pareggi per 1-1 tra Atalanta e Sassuolo e Bergamo e Carpi e Palermo in terra menottiana (tutti risultati che non hanno un impatto immediato nella classifica), l’ultimo turno di gennaio ha dunque riproposto il duello a distanza tra Allegra Armata e truppa sarriana. incommensurabile ciò che sta facendo il Napoli da quando è in testa (e finora è l’unica delle squadre che hanno occupato il vertice capace di non farsi intaccare dalla maledizione del primato), addirittura titanico quello che sta invece riuscendo alla Juventus, giunta alla dodicesima vittoria di fila, e ora in grado di far mangiare la polvere a molte delle squadre che sadicamente, nella prima parte del torneo, sul ventre di una Signora prostrata a terra adagiavano volentieri i tacchetti.

Per capire come sia diametralmente cambiato tutto per i campioni d’Italia basta fare il raffronto con la partita d’andata contro il Chievo: allora scialbo e impaurito pareggio contro una spumeggiante capolista-sorpresa (il Chievo, appunto), oggi un poker tritacarne che pone Allegri ad un passo, oltre che dal primo posto, anche dal superare il record di vittorie di Antonio Conte.  Grande ritorno dell’ex “bello di notte” Morata, in gol al 6’ e al 40’; poi Alex Sandro al 61’ e infine Pogba al 67’; un po’ dopo le 14.20 di domenica 31 gennaio e per una mezz’oretta abbondante i bianconeri hanno potuto riassaporare, per la prima volta in questa stagione, l’aria familiare della vetta.

Ma nel primo pomeriggio il Napoli ha risposto, da par suo; e al “San Paolo” ha fattouna delle formazioni più brillanti e coriacee di questo campionato, l’Empoli, una squadra materasso: a far gioire il popolo di Fuorigrotta sono stati Higuain al 32’, Insigne al 37’ e Callejon all’84’ e all’88’, con la “collaborazione” del difensore ospite Camporese, che al 51’ ha battuto il proprio portiere. Alla fine per la squadra di Giampaolo il gol del momentaneo vantaggio, segnato da Paredes al 28’,  è coinciso con quello della bandiera.

Torna di scena il Gran Bologna donadoniano al “Dall’Ara”: in vantaggio di due gol prima del 30’ su una Sampdoria sempre più con l’acqua alla gola, si fa rimontare dai blucerchiati nel corso della ripresa, ma all’88’ un rigore procurato e trasformato da Destro lo catapulta a 29 punti, a sole tre lunghezze di distanza da Empoli e Lazio. Il Bologna: altra metamorfosi felice del campionato, dopo quella della Juventus. Questa la sequenza delle reti: felsinei in vantaggio al 13’ con Mounier; raddoppia Donsah al 24’ per i padroni di casa. Nel secondo tempo gli ospiti prima dimezzano lo svantaggio con Muriel al 54’ poi fanno 2-2 con Correa all’81’. Ma solo qualche minuto dopo, come, detto, il rigore-beffa di Destro spalanca loro le voragini dell’inferno. Quart’ultimo posto in solitudine a 23 punti, e il Carpi ne dista solo quattro: Montella a rischio?

Finisconocol risultato di 0-0 le partite Genoa-Fiorentina, Torino-Verona e Udinese-Lazio: le ripercussioni in graduatoria non sono certo epocali, ma almeno la Fiorentina può sorpassare l’Inter e il Genoa  prendersi la soddisfazione di guardare dall’alto la disperazione dei cugini doriani.  Adesso i grifoni, infatti, hanno un punto più di loro.

Infine, il disastro-Inter nel superderby di Milano, il match clou delle 20.45. Partita stradominata dagli uomini di Mihajlovic, dall’inizio alla fine:  superiori nel primo tempo i rossoneri, che passano in vantaggio al 35’ con Alex, addirittura dilaganti nella ripresa, specie dopo che Icardi, al 70’, fallisce un probabilissimo rigore-svolta. Solo tre minuti dopo, neanche a farlo apposta, arriva il raddoppio di Bacca e, a distanza di altri tre minuti, Niang chiude i conti. Al 51’ Mancini era stato espulso per proteste (nel pomeriggio anche Sousa della Fiorentina aveva subito la stessa sorte, in quanto reo di aver fermato un pallone prima che oltrepassasse la linea laterale): gli è stato così risparmiato lo strazio di assistere sul campo alla “retrocessione” al quarto posto della sua squadra. Milan, invece, sesto da solo a 36 punti, e ad un tiro di schioppo dalla Roma.     

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