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Scoperta rivoluzionaria. Un gene umano fa squittire i topi in modo strano: potrebbe aver contribuito all'origine del linguaggio

I ricercatori americani volevano vedere se una piccola differenza genetica potesse far luce sull'origine del linguaggio. Hanno coinvolto i topi in un interessante esperimento in cui hanno cambiato lo squittio degli anima

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Parlare è specificamente un privilegio degli esseri umani. Tuttavia, a differenza dei primi disegni, documenti e strumenti, non lascia tracce archeologiche, quindi la sua origine rimane poco chiara. Tuttavia, i ricercatori della Rockefeller University hanno recentemente compiuto un passo importante in questa materia, identificando un gene che potrebbe aver svolto un ruolo chiave nello sviluppo del linguaggio.

Secondo gli esperti, sebbene il gene noto come NOVA1 non possa essere definito un gene linguistico, le sue mutazioni potrebbero aver contribuito allo sviluppo del linguaggio. NOVA1 non è sconosciuto ai ricercatori, poiché una delle sue varianti, in cui ha avuto luogo un solo scambio di aminoacidi, è stata aggiunta a un elenco speciale anni fa. A questo possono essere aggiunti i geni che producono la stessa proteina nella maggior parte dei mammiferi, ma che creano una forma diversa negli esseri umani. Degli oltre 20.000 geni che codificano le proteine, solo 23 sono in questa lista e probabilmente tutti sono fondamentali per l'evoluzione umana.

L'originale NOVA1, che è essenziale per i mammiferi, ha subito un drammatico cambiamento poco dopo che i nostri antenati si sono separati dai Neanderthal e dai Denisoviani, e alla fine ha soppresso la versione originale di NOVA1. Tutto ciò suggerisce che il cambiamento potrebbe essere stato un vantaggio evolutivo e ha aiutato i primi esseri umani a comunicare in modi che i loro "cugini" non potevano fare.

Per dimostrare la connessione tra NOVA1 "umano" e la vocalizzazione, i ricercatori hanno utilizzato la tecnologia di editing genetico per sostituire la versione murina di NOVA1 con la versione umana nei topi. Hanno poi confrontato questi animali con le loro controparti che non avevano subito alcun intervento in una serie di esperimenti. I topi piccoli contenenti il gene umano squittivano in modo diverso quando veniva chiamata la loro madre, e i maschi adulti che corteggiavano le femmine producevano anche suoni più complessi rispetto ai normali roditori. La differenza maggiore è stata osservata nelle chiamate ad alta frequenza, alcune delle quali sono troppo alte per essere udite dall'orecchio umano. Nel complesso, i ricercatori ritengono che i cambiamenti sperimentati possano suggerire che la mutazione NOVA1 specifica per l'uomo possa influenzare sottilmente lo sviluppo della comunicazione vocale.

NOVA1, ovviamente, è solo un pezzo di un puzzle molto più grande, il linguaggio deriva probabilmente da mutazioni in centinaia di geni e cambiamenti anatomici nella gola e nel cervello. Questo è stato anche accennato da Erich Jarvis, neuroscienziato della Rockefeller University e coautore dello studio pubblicato sulla rivista Nature Communicationsquando ha affermato che mentre il loro studio dimostra che almeno un cambiamento genetico che è unico per gli esseri umani può influenzare la comunicazione vocale in una specie non umana, è probabile che la lingua parlata nel suo insieme sia stata creata attraverso una combinazione di cambiamenti genetici. La scoperta del ruolo di NOVA1 nel linguaggio potrebbe avere applicazioni non solo teoriche ma anche pratiche. Capire come funziona il gene potrebbe aiutare gli scienziati a sviluppare nuovi trattamenti per i disturbi del linguaggio.

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