Partecipa a Notizie Nazionali

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

Le persone depresse hanno parlato con un’intelligenza artificiale medica e i risultati sono stati sorprendenti

Secondo i ricercatori americani, l'applicazione dell'I.A. alla terapia della salute mentale ha un potenziale enorme, ma la tecnologia presenta ancora dei pericoli

Condividi su:

L'avvento dell'intelligenza artificiale rappresenta un importante aiuto per la medicina, in quanto supporta i professionisti in molti ambiti, dallo sviluppo dei farmaci a diagnosi più accurate. Tuttavia, è in corso un acceso dibattito sulla misura in cui questa tecnologia debba o meno essere inclusa nei trattamenti di salute mentale. I sostenitori affermano che l'intelligenza artificiale può essere uno strumento utile in questo ambito, mentre gli oppositori sostengono che la presenza umana di terapisti e psicologi è insostituibile per il successo della terapia.  I ricercatori della Dartmouth University negli Stati Uniti hanno analizzato più a fondo la questione e hanno concluso che l'uso di strumenti terapeutici basati sull'intelligenza artificiale potrebbe avere un impatto importante sulla guarigione, riporta Interesting Engineering.

Una pubblicazione pubblicata sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine AI presenta la prima sperimentazione clinica di un chatbot terapeutico, Therabot, basato sull'intelligenza artificiale generativa, che mostra risultati estremamente incoraggianti. Secondo i ricercatori, l'uso di Therabot ha mostrato miglioramenti significativi nei sintomi correlati alla depressione maggiore, all'ansia o ai disturbi alimentari. Lo studio ha coinvolto 106 partecipanti negli Stati Uniti, tutti affetti da uno dei problemi sopra menzionati. I pazienti interagivano con il chatbot medico tramite un'app per smartphone, rispondevano alle sue domande e, se necessario, potevano anche avviare una conversazione con lui. Nel frattempo, 104 pazienti con diagnosi simile costituivano il gruppo di controllo: non utilizzavano Therabot. I risultati sono stati sorprendenti: i partecipanti che hanno utilizzato Therabot hanno riportato una riduzione del 51% dei sintomi depressivi, una riduzione del 31% dei sintomi d'ansia e una riduzione del 19% dei pensieri negativi sull'immagine corporea e sul peso. Secondo i ricercatori, anche il numero di episodi correlati a disturbi alimentari si è ridotto significativamente nei soggetti affetti da bulimia o disturbo da alimentazione incontrollata.

Secondo Nicholas Jacobson, uno degli autori dello studio, questi miglioramenti rispetto al gruppo di controllo sono stati statisticamente significativi, il che dimostra chiaramente il potenziale dell'utilizzo dei chatbot in questo ambito. Lo specialista ritiene che l'uso della tecnologia sarebbe estremamente importante, poiché gli specialisti sono pochi e quindi non è possibile curare tutti i pazienti. Lo studio ha inoltre rilevato che l'app veniva utilizzata più frequentemente a tarda notte e nei momenti di ansia acuta, dimostrando che il chatbot può fornire un supporto immediato quando la terapia tradizionale non è disponibile. Inoltre, c'erano pazienti che trovavano più difficile aprirsi con i terapeuti umani, ma che parlavano più facilmente con l'intelligenza artificiale.

Anche Michael Heinz, autore principale dello studio, avverte che l'applicazione dell'intelligenza artificiale comporta gravi rischi. "Nessuna intelligenza artificiale generativa è pronta a operare in modo completamente autonomo nell'assistenza sanitaria mentale", ha sottolineato l'esperto.

Condividi su:

Seguici su Facebook