La Nasa è pronta a tornare in orbita

Dal 2017 l'agenzia americana sarà in grado di trasportare nuovamente gli uomini nello spazio

pubblicato il 29/05/2015 in Scienza e Tecnologia da Danilo Di Laudo
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Danilo Di Laudo

STATI UNITI – La Nasa è decisa a tornare in orbita  quando saranno passati sei anni dal lancio dell’ultimo shuttle, l’Atlantis. L’agenzia spaziale americana fa sapere che sarà pronta a tornare nello spazio con i suoi uomini, nel 2017 preparando la fine del monopolio russo i cui mezzi sono rimasti gli unici a trasportare equipaggi umani alla volta della Stazione Spaziale Orbitante.

La Nasa prevede di trasportare 4 astronauti per volta aumentando il numero degli attuali membri dell’quipaggio sulla Stazione Spaziale di un’unità, passando dunque da 6 a 7. Nel tempo che intercorre tra l’oggi attuale e il 2017 la navetta spaziale Soyuz continuerà il suo lavoro costantemente spostando 3 astronauti a missione. Continuano anche i lavori a bordo della Stazione stessa visto che si sta cercando di adattare alle nuove misure delle navicelle l’attracco, per poter raggiungere un simile risultato è stata anche traferito il modulo Leonardo

A validare la tesi del ritorno in gioco della Nasa arriva la notizia secondo cui sarebbe già stata ordinata la prima navicella da utilizzare nel prossimo futuro.
Questo primo ordine è stato commissionato alla Boeing ma non mancherà anche un successivo, che sarà probabilmente chiesto, entro fine anno, alla Space X. Dal confronto dei diversi prodotti, fa sapere la Nasa, si deciderà quale sarà il primo velivolo ad essere utilizzato.

L’ordine inoltrato alla Boeing arriva solo otto mesi dopo che la Nasa ha firmato l’accordo, con Boeing e Space X, per realizzare i taxi spaziali con un contratto complessivo di 6,8 milioni di dollari prevedendo da 2 a 6 missioni per ciascuna azienda. Le future navicelle saranno impegnate in quello che vorrà diventare una sorta di ‘servizio di linea’ verso la stazione orbitante. I trasferimenti saranno attivati con l’utilizzo della Crew Space Transportation (CST – 100) prodotta dalla Boeing e con la Crew Dragon di Space X; quest’ultima non è altro che una versione modificata del cargo che si è occupato di trasportare i rifornimenti fino alla Stazione spaziale per ben sei volte.

Con l’utilizzo di queste nuove navette e con l’aumento del numero di astronauti coinvolti ne risentirà anche l’esplorazione spaziale, infatti, fa sapere John Elbon, vice presidente della Boeing, che l’azienda non vede l’ora di approdare ‘in questa nuova era dell’esplorazione umana’.

Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) ha anche fatto sapere che 'si entra nella fase esecutiva della gara vinta quasi un anno fa dalle due aziende dopo che i privati si sono assunti la responsabilità di trasportare cose nello spazio, ora si stanno attrezzando per trasportare gli astronauti. In questo modo, rileva, si sta concretizzando una strategia messa a punto dalla Nasa qualche anno fa (Fonte Ansa)

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