Le lumache che si nutrono di luce

Nuove scoperte zoologiche:dna modificato nelle lumache marine

pubblicato il 10/02/2015 in Scienza e Tecnologia da Veronica Murru
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Veronica Murru
Se associamo la parola luce a quella di animale pensiamo subito alle lucciole. Queste sono insetti che producono energia luminosa attraverso il processo di ossidazione che avviene in presenza di ossigeno, per mezzo di un enzima chiamato luciferasa. Da oggi invece conosciamo un animale che è in grado di nutrirsi di luce come fanno le piante. Sidney Pierce, dell'università della Florida del sud, ha raccontato alla rivista The biological bulletin come sono in grado di sopravvivere le lumache marine. Questi animali del mare hanno sviluppato nel tempo la capacità di recepire l'energia luminosa ed alimentarsi con questa anche per periodo molto lunghi. Il meccanismo è simile a quello della fotosintesi, processo chimico che è alla base della creazione degli zuccheri e quindi del nutrimento delle piante. Ma non è esattamente lo stesso per le lumache marine, infatti gli animali in questione si servono dei cloroblasti e dei corpuscoli che sottraggono alle alghe. Comunque questo non è sufficiente da solo a procurare l'assorbimento di energia, quindi i cloroblasti e i corpuscoli per conservarsi hanno necessità di determinate caratteristiche genetiche. Nelle lumache marine è avvenuto infatti una modificazione del dna, assorbendo tali caratteristiche dalle alghe di cui si sono nutrite per molto tempo e che si manifestano nelle generazioni successive in modo permanente. Questa scoperta è importante per spiegare le mutazioni genetiche che influenzano il processo evolutivo di tale specie.

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