Spazio, New Horizons si avvicina a Plutone

Esplorerà la superficie del pianeta e di un suo satellite

pubblicato il 10/12/2014 in Scienza e Tecnologia da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
La sonda New Horizons

Quando, nel 1930, l’astronomo statunitense Tombaugh scoprì Plutone, aveva ventiquattro anni. Alla sonda statunitense New Horizons di anni ne sono invece occorsi nove per vedere all’orizzonte quel pianeta, classificato come “nano” nel 2006, cioè lo stesso anno in cui la sonda ha iniziato il suo viaggio.
Si prevede che la New Horizons raggiungerà Plutone il 14 luglio del 2015. Allora inizierà la sua vera missione: esplorare, per la prima volta nella storia, il suo suolo, ma anche quello del suo maggior satellite, Caronte, scoperto nel 1978. È stata una marcia lunga, ma quieta; e anche ora che è (relativamente) vicina alla meta, la sonda continua ad “attraversare silenziosa le profondità dello spazio, a più di qusttro milioni di chilometri di distanza dalla Terra”, conferma Alice Bowman, responsabile della missione al Centro di Fisica dell’Università John Hopkins di Baltimore, Maryland. Dopo una sosta di quattro mesi nel 2007 intorno a Giove, che è servita ad analizzare l’atmosfera gioviana e l’attività vulcanica sul satellite Io, New Horizons ha ripreso il suo cammino e , dopo aver superato l’orbita di Nettuno, finalmente il 7 dicembre è arrivata praticamente in prossimità del sistema di Plutone. Non solo geologia e topografia: sul pianeta nano e su Caronte la sonda dovrà anche studiare ionosfera e atmosfera. Ma avrà anche licenza di entrare nella realtà dei “fratelli minori” di Caronte, Stige, Notte, Cerbero e Idra.. E non bisogna dimenticare, pi che New Horizons porta con sé una parte delle ceneri di Tombaugh: che l’intenzione sia quella di spargerle sul suolo di quel mondo che, se avesse abitanti, sicuramente darebbe allo scienziato la cittadinanza onoraria? 

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