Paralisi cerebrale infantile: come trattarla con le cellule staminali del cordone ombelicale

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 31/07/2018 in Scienza e Tecnologia da DigitalPr
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2018

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente

Quando la cicogna è in arrivo, i neogenitori sono chiamati a compiere diverse scelte: dal ginecologo di fiducia, all’ospedale in cui far nascere il bambino, dal test di screening prenatale, alla conservazione o meno del sangue del cordone ombelicale, che è un’importante fonte di cellule staminali.

L’efficacia delle staminali cordonali nel trattamento di diverse patologie è stata ampiamente dimostrata attraverso numerosi studi, e il loro utilizzo è disciplinato dal Decreto Ministeriale del 18 Novembre 2008. In particolare, le cellule staminali ematopoietiche presenti nel sangue del cordone ombelicale sono utilizzate da più di 20 anni per i trapianti allogenici nel trattamento di leucemie, linfomi, talassemie, deficit del sistema immunitario e malattie metaboliche.

E non parliamo solo dell’ambito oncoematologico. Oggi l’applicazione delle staminali cordonali sta dimostrando la sua efficacia anche per il trattamento di altre patologie, come la paralisi cerebrale infantile (PCI), una malattia neurologica.

La Paralisi Cerebrale Infantile si manifesta attraverso disturbi neurologici persistenti della postura e del movimento, in seguito a lesioni del sistema nervoso centrale. Il danno neurologico può avere più cause: malattie genetiche, emorragie, mancanza di ossigeno al sistema nervoso centrale, emboli. Inoltre, non compaiono in un periodo preciso della vita del neonato/bambino. La Paralisi Cerebrale Infantile colpisce in Italia 2-3 bambini ogni 1.000 nati e, ogni anno, circa 1.000 bambini sviluppano una PCI[1,2].
Per il trattamento della PCI si fa ricorso, solitamente, a terapie farmacologiche generali o locali, coadiuvate dalla logopedia (per migliorare la comunicazione e la deglutizione) e dall’impiego di ausili (come deambulatori, sistemi di postura, tripodi) e di protesi. In alcuni casi, è possibile anche ricorrere a interventi chirurgici.

Era il 2009 quando Jensen, professore dell’Università tedesca di Ruhr, iniziò per primo il trattamento della PCI con le cellule staminali cordonali. Le cellule utilizzate erano autologhe, cioè provenivano dal sangue del cordone ombelicale (conservato alla nascita) del bambino beneficiario del trattamento. L’impiego di queste cellule, iniettate per riparare il danno cerebrale causato da un arresto cardiaco, insieme alla terapia riabilitativa, hanno fatto sì che il bambino mostrasse progressivi miglioramenti nello sviluppo psicomotorio[3].

Successivamente, nel 2011, presso il dipartimento di pediatria Blood and Marrow Transplant del Medical Center della Duke University, negli Stati Uniti, una bimba di due anni affetta da PCI è stata trattata con le cellule staminali provenienti dal cordone ombelicale del fratello.
Infine, va ricordato il caso di Adriana, la prima paziente italiana che, nel 2013, all’età di tre anni, è stata sottoposta a un doppio trapianto di cellule staminali cordonali autologhe, conservate in maniera privata. Oggi lo sviluppo cognitivo di Adriana è del tutto normale[4].

Questi risultati hanno lasciato ben sperare, tant’è vero che è iniziato, proprio presso la Duke University, un trial clinico di fase II “Expanded access: umbilical Cord Blood Infusions for Children With Brain Injuries” che dovrebbe arruolare oltre 1.000 pazienti[5,6]. Il successo di questo e altri studi mostrano il potenziale terapeutico insito nelle cellule staminali del cordone ombelicale.  Purtroppo però, sebbene si tratti di un bene prezioso, da non sprecare, oggi in Italia il 98% dei cordoni viene buttato al momento della nascita. Le famiglie possono prendere in considerazione la possibilità di conservare o donare le staminali cordonali prima del parto. È questo infatti l’unico momento per prelevarle e conservarle.

Per maggiori informazioni sulla conservazione delle staminali cordonali visita il sito www.sorgente.com


Fonti:
1. www.centronazionalesangue.it/
2. Rescuing the neonatal brain from hypoxic injury with autologous cord blood. 2013 Liao Y, Cotten M, Tan S, Kurtzberg J, Cairo MS. Bone Marrow Transplant. Jul;48(7):890-900.
3. First Autologous Cord Blood Therapy for Pediatric Ischemic Stroke and Cerebral Palsy Caused by Cephalic Molding during Birth: Individual Treatment with Mononuclear Cells. Jensen A & Hamelmann E.  2016 Case Report Transplantation: 1717426
4. www.sorgente.com
5. www.clinicaltrials.gov/
6. Effect of Autologous Cord Blood Infusion on Motor Function and Brain Connectivity in Young Children with Cerebral Palsy: A Randomized, Placebo-Controlled Trial. Sun J. et al, 2017. Stem cells Translational Medicine: Dec, 6 (12): 2017-1078

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