Cosa fare se gli hacker minacciano il sistema? Semplice, limitare le connessioni

Google previene i rischi ‘scollegando’, dalla rete e per gran parte del tempo, le proprie auto senza guidatore

pubblicato il 12/01/2017 in Scienza e Tecnologia da Danilo Di Laudo
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Danilo Di Laudo
Foto da Repubblica

TECNOLOGIA – Dopo le recenti indagini e i recenti colpi assestati alla rete americana da parte di hacker che, a ben ricordare è dalla campagna elettorale che si fanno sentire, anche un colosso come Google è stato costretto a correre ai ripari.

L’azienda americana ha fatto sapere, infatti, che le proprie auto senza pilota saranno scollegate dalla rete internet per la maggior parte del tempo. A giustificare una simile decisione, resa nota da John Krafick – il numero uno di Waymo il comparto che si occupa di automotive per Google – che al Financial Times ha dichiarato: ''Le nostre auto comunicano con il mondo circostante solo quando ne hanno bisogno, in modo che non ci sia una linea continua che possa essere hackerata. Quando diciamo – ha continuato – che le nostre auto sono autonome, non significa solo che non c'è un guidatore ma anche che non c'è una continua connessione cloud. La cybersicurezza – ha concluso Krafick – è qualcosa che prendiamo molto seriamente''. Insomma il problema dovrebbe risolversi semplicemente limitando le interconnessioni tra i diversi mezzi che comunque resterebbero a disposizione di chi li guida.

Se Google ‘blocca’ le sue auto fuori dalla rete un’altra azienda invece comincia a puntare su questo settore. Stiamo parlando della Tesla che ha assunto, recentemente, uno dei più importanti progettisti di software di Appel: Chris Lattner.

Secondo i progetti dell’azienda di Musk il software da progettare consentirà alle auto di procedere senza alcun aiuto da parte dell’uomo, dando così il via ad un progetto che lancia al mondo una visione ancor più ampia del rapporto tra uomo e macchina. Per consentire a Lattner di lavorare in autonomia e con gli strumenti necessari è stata inoltre creata la figura, ad hoc, di vice presidente dell’Autopilot, progetto che fino a questo momento non aveva ancora avuto un vero e proprio responsabile.

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