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La guerra dei chip cerebrali: la Cina batte Elon Musk e conquista il primo via libera commerciale per un'interfaccia neurale

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La connessione diretta tra il cervello umano e le macchine non appartiene più ai libri di fantascienza, ma è diventata una vera e propria sfida medica e tecnologica globale.  Nel marzo del 2026 la Cina ha raggiunto un risultato storico: il dispositivo NEO, sviluppato dalla startup di Shanghai Neuracle Medical Technology in collaborazione con l'Università di Tsinghua, ha ottenuto l'autorizzazione dalla National Medical Products Administration. È diventata così la prima interfaccia cervello-computer invasiva al mondo ad essere approvata per uso commerciale al di fuori dei rigidi circuiti della sperimentazione clinica, uscendo dai laboratori per entrare negli ospedali e nella vita reale.

Il funzionamento del sistema NEO unisce una grande semplicità ingegneristica a una forte efficacia clinica. Il dispositivo ha le dimensioni di una piccola moneta e viene appoggiato sulla dura madre, la membrana esterna che protegge il cervello, senza toccare o penetrare il tessuto cerebrale più profondo. Quando una persona immagina di muoversi, l'impianto legge i segnali elettrici del cervello e li invia a un computer. Il computer li interpreta in tempo reale e muove un guanto robotico indossato dal paziente. Grazie a questa tecnologia, persone con paralisi totale che non potevano muoversi da oltre dieci anni sono tornate ad afferrare oggetti, mangiare e bere da sole. Inoltre, la stimolazione continua del dispositivo ha persino aiutato i nervi danneggiati a riattivarsi spontaneamente. Poiché non penetra nel cervello, NEO riduce notevolmente i rischi di infezione e di rigetto.

Negli Stati Uniti la sfida è guidata da Elon Musk con la sua azienda Neuralink, che propone una tecnologia ancora più complessa ma per ora limitata alle sole fasi di test. Dispositivi come l'impianto N1 hanno già permesso a diversi pazienti di controllare un computer, navigare su internet e giocare ai videogiochi usando solo il pensiero. Tuttavia, Neuralink ha dovuto affrontare problemi tecnici non indifferenti, come lo spostamento dei sottili fili con elettrodi inseriti nel cervello. Sebbene l'azienda punti a produrre i dispositivi su larga scala e a utilizzare robot per la chirurgia, nessun impianto di questo tipo ha ancora ottenuto il permesso di essere venduto liberamente negli Stati Uniti.

In questa gara internazionale si inserisce anche l'Italia con Corticale, una startup nata nel 2021 dall'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. L'azienda utilizza la tecnologia SiNAPS, che permette di raccogliere una quantità enorme di dati cerebrali grazie a sensori attivi grandi quanto un capello. In questo modo, un solo punto del chip italiano riesce a registrare le informazioni che altri dispositivi raccolgono solo con decine di sensori separati. Corticale ha scelto per statuto di usare questa tecnologia solo per curare le malattie e riabilitare i pazienti, escludendo ogni altro scopo. Questa scelta e la qualità del progetto hanno già attirato l'interesse dei più importanti centri di ricerca statunitensi e delle autorità sanitarie americane.

La competizione sui chip cerebrali va oltre la semplice cura delle malattie. Con governi e grandi investitori che puntano miliardi su queste tecnologie, le interfacce tra cervello e computer stanno cambiando per sempre il modo in cui le persone interagiscono con il mondo esterno.

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