Sebbene i robot umanoidi e l'intelligenza artificiale che li controlla si siano evoluti molto negli ultimi anni, insegnare alle macchine a svolgere compiti specifici resta complesso. È ancora più difficile far loro comprendere ciò che una persona desidera.
BrainCo, un'azienda cinese specializzata in interfacce cervello-computer, afferma di aver risolto in parte questo problema. Come riporta Interesting Engineering - un'autorevole testata divulgativa statunitense specializzata in tecnologia, scienza e innovazione —, l'azienda ha creato una piattaforma dedicata che potrebbe contribuire a una delle maggiori sfide della robotica: generare i dati di addestramento di alta qualità necessari per istruire le macchine.
La piattaforma si basa su un'interfaccia cervello-computer (BCI) non invasiva. Gli utenti indossano un elettroencefalografo (EEG) dotato di sensori che rilevano i deboli segnali elettrici prodotti dal cervello. L'intelligenza artificiale analizza quindi questi segnali per determinare l'azione desiderata dall'utente e traduce il pensiero in istruzioni eseguibili dal robot.
L'azienda sostiene che la soluzione funzioni con robot umanoidi, cani robotici e persino bracci meccanici. In un test, ad esempio, un braccio robotico è stato in grado di afferrare oggetti come una tazza o una mela basandosi unicamente sui segnali cerebrali dell'utente. Il vantaggio principale di questo sviluppo risiede nella futura formazione dei robot. Attualmente, la maggior parte dei dati proviene da sistemi in cui l'IA interagisce direttamente con il mondo fisico. La piattaforma prefigura invece un futuro in cui le macchine saranno guidate dalle intenzioni umane in modo molto più diretto e intuitivo.

