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Il "custode" della giovinezza: come il nervo vago protegge il nostro cuore

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Il segreto per un cuore capace di restare giovane a lungo non si trova in un farmaco miracoloso, ma in un collegamento naturale che già possediamo: il nervo vago. Questo lungo "cavo" biologico, che parte dal tronco encefalico alla base del cranio e scende lungo il collo fino a raggiungere gli organi del torace e dell'addome, funge da vero e proprio scudo contro l’invecchiamento cardiaco.

Una recente ricerca coordinata dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e pubblicata sulla prestigiosa rivista Science Translational Medicine ha infatti dimostrato che preservare questa connessione è fondamentale per la salute. In particolare, il nervo vago destro si comporta come un guardiano instancabile delle cellule del cuore, proteggendole e mantenendole efficienti nel tempo, a prescindere da quanti siano i battiti al minuto.  Lo studio evidenzia come la perdita di questa connessione acceleri i processi di invecchiamento, portando il cuore a indebolirsi precocemente. 

Tuttavia, la scienza ha trovato una soluzione grazie alla collaborazione tra medicina e ingegneria: i ricercatori hanno sviluppato una sorta di "ponte" tecnologico, un piccolo condotto bioassorbibile capace di guidare la rigenerazione naturale del nervo quando questo viene danneggiato. Questa neuroprotesi permette di ripristinare il dialogo interrotto tra cervello e cuore, contrastando i segni del tempo e mantenendo una corretta capacità di contrazione cardiaca. 

Grazie a questo approccio multidisciplinare, sostenuto da fondi europei e dal PNRR, si apre una strada rivoluzionaria per la chirurgia del futuro e per i trapianti. L'obiettivo non sarà più soltanto quello di curare le complicazioni della vecchiaia quando ormai si sono presentate, ma di prevenirle attivamente ricollegando i nervi durante gli interventi, garantendo così al cuore una protezione duratura e una vita molto più lunga e sana.

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