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Una nuova speranza per il mal di schiena: arriva il gel che "ripara" i dischi della colonna

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Il mal di schiena cronico è uno dei nemici più comuni e difficili da sconfiggere, specialmente quando è causato dalla degenerazione dei dischi intervertebrali, quei "cuscinetti" che ammortizzano i movimenti della nostra colonna. Oggi, però, la medicina sta facendo un passo da gigante grazie a un idrogel sperimentale chiamato Hydrafil, che promette di restituire sollievo e mobilità con un intervento semplice e rapido.

I risultati di uno studio recente, pubblicati sulla rivista scientifica Pain Physician, sono estremamente incoraggianti. Sessanta pazienti che soffrivano di dolori debilitanti alla schiena e alle gambe sono stati sottoposti a una procedura innovativa: l’iniezione di questo gel speciale direttamente nei dischi danneggiati. A distanza di un anno dal trattamento, la stragrande maggioranza di loro ha riportato miglioramenti netti nella vita quotidiana, riuscendo a muoversi meglio e con molto meno dolore.

Ma come funziona esattamente questa tecnologia? Il segreto sta nella sua capacità di imitare la natura. Il gel viene inizialmente riscaldato per diventare liquido, così da poter essere iniettato facilmente attraverso un ago sottile nelle piccole crepe o lesioni del disco. Una volta all'interno, il gel si raffredda e si indurisce, ma senza diventare rigido come il cemento. Al contrario, rimane flessibile, comportandosi proprio come il tessuto naturale del disco. Questo permette alla colonna vertebrale di continuare a muoversi liberamente, ripristinando però la stabilità perduta.

L'aspetto più sorprendente è la semplicità dell'intervento: l'intera procedura dura circa 30 minuti, viene eseguita in anestesia locale e non richiede il ricovero in ospedale. Molti pazienti hanno iniziato a sentirsi meglio già dopo un mese, mantenendo i benefici per tutto l'anno successivo. Come in ogni sperimentazione, non sono mancati piccoli ostacoli: in 5 casi su 60, il gel si è leggermente spostato dalla sede originaria causando fastidi, ma è stato rimosso senza complicazioni gravi. Secondo il dottor Douglas Beall, tra i responsabili dello studio, siamo di fronte a una svolta fondamentale. Questa tecnologia offre finalmente un’alternativa a chi si trova in quella "terra di mezzo" dove i farmaci non bastano più, ma l'intervento chirurgico tradizionale sembra troppo invasivo o rischioso. Se i prossimi test confermeranno questi dati, potremmo presto avere a disposizione uno strumento rivoluzionario per rimettere in piedi, letteralmente, milioni di persone.

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