Sempre più alimenti ayurvedici stanno catturando l'interesse in Europa e negli Stati Uniti. Tra questi c'è la Mucuna pruriens, un legume tropicale dai fiori viola, che secondo la medicina indiana ha diversi benefici e che negli ultimi anni è stata valutata da alcuni studi secondo cui può migliorare le condizioni dei pazienti con malattia di Parkinson.Â
Secondo quanto riporta Royal Botanic Gardens, la mucuna è una pianta nativa di gran parte dell'Africa e di una buona parte dell'Asia, ma è stata poi introdotta anche in Sud e Centro America, dove è utilizzata principalmente come fertilizzante e come foraggio per gli animali. Â
Inoltre i semi, cucinati o tostati, da sempre sono stati utilizzati come cibo, medicina e persino come una sorta di 'caffè'.Â
"All'interno del frutto di questa pianta si trova la levodopa, il principio attivo con cui in Occidente curiamo chi è affetto dalla malattia di Parkinson. Basta semplicemente tostare il seme in una padella, aspettare che si schiuda, estrarre la parte interna, macinarla fino a ridurla in polvere e mescolare la polvere in acqua", spiegava nel 2019 Serena Caronni, biologa nutrizionista, dopo uno studio in Africa. "Gli effetti rilevati sui malati di Parkinson sono sorprendenti e pari a quelli del farmaco. I tremori diminuiscono in poco tempo e la persona malata sta meglio", sottolineava in un comunicato Gianni Pezzoli, Centro Parkinson Asst Gaetano Pini-Cto di Milano.Â
Secondo la tradizione ayurvedica, la polvere di Mucuna pruriens può migliorare il tono dell'umore, la qualità del sonno e produrre effetti antidepressivi. Sarebbe anche un potente antiossidante utilizzabile sulla pelle per restituirle vitalità . Secondo quanto riporta il National Center for Biotechnology Information negli Stati Uniti, la Mucuna pruriens può essere utilizzata anche per l'infertilità maschile ed è considerato un afrodiasiaco, nella medicina tradizionale indiana.Â

