Approvato primo farmaco stampato in 3D

Il farmaco per le convulsioni stampato in 3D sarà messo in commercio a partire dalla metà del 2016

pubblicato il 04/08/2015 in Salute e alimentazione da Laura La Piana
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Laura La Piana

Le stampanti 3D sono uno degli strumenti più rivoluzionari al servizio della medicina, gli organi stampati in 3D saranno il futuro della medicina e forse potranno far dire addio ai pericoli di rigetto e alla necessità di dover attendere la disponibilità da un donatore.

Oggi nel campo delle stampanti 3D è stato fatto un altro passo avanti perché verranno utilizzate non solo per stampare organi, ma anche farmaci. È stato emesso infatti il primo via libera dagli Stati Uniti alla commercializzazione di un farmaco prodotto non con i tradizionali processi, ma con una stampante 3D.

L'approvazione è arrivata dall'ente americano per il controllo dei farmaci, Fda (Food and Drug Administration). Il medicinale, usato per il trattamento delle convulsioni, può essere prodotto in dosi differenti a seconda dell'esigenza del paziente e la decisione dell'agenzia Usa potrebbe aprire la strada all'era dei farmaci “personalizzati”.

In passato l'Fda aveva approvato altri dispositivi medici stampati in 3D, dalle protesi ai calchi usati dai dentisti, ma è la prima volta che l'ente approva un farmaco prodotto con questa tecnica e destinato ad essere ingerito.

Per l'azienda produttrice «si tratta del primo di una serie di farmaci che saranno prodotti mediante questa tecnologia. Vogliamo trasformare il modo in cui i pazienti prendono i farmaci».

Il farmaco stampato, inoltre, ha la caratteristica di sciogliersi immediatamente appena il paziente beve dell’acqua dandogli modo di deglutirla senza problemi, questo grazie al suo grado di porosità.

Intanto il farmaco per le convulsioni stampato in 3D sarà messo in commercio a partire dalla metà del 2016.

Le uniche domande da porsi sono: Sarà l’inizio di una nuova era? O stampare pillole potrebbe portare all’uso delle stampanti anche per le droghe?

Molte sono le domande di fronte alla nuova tecnologia, ma si spera sempre che vengano utilizzate per migliorare il benessere delle persone e non per altri scopi.

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