Patologie psichiatriche curabili con uno zoo

La Pet therapy, basata sull'interazione uomo-animale trova sempre più spazio negli ospedali

pubblicato il 14/04/2015 in Salute e alimentazione da Valentina Roselli
Condividi su:
Valentina Roselli

Il cane è il miglior amico dell'uomo,  scontato quindi che si faccia con Lessie, Fido e Rin Tin Tin la Pet therapy, la terapia dolce basata sull'interazione uomo-animale messa a punto dallo psichiatra infantile Boris Levinson intorno al 1960, ma non è poi così scontato che arrivino a far parte della terapia maiali e anatre.

Nella struttura  dell’Azienda sanitaria di Firenze, trova sempre più spazio questa terapia degli animali: sia  all’interno degli ospedali, prevalentemente in campo pediatrico o psichiatrico, sia  nei reparti di terapia intensiva e nel progetto appena partito per iniziativa dei servizi di salute mentale della Asl 10, oltre ai cani saranno coinvolti anche gatti, asini, conigli, tartarughe, uccelli, pesci, piccoli roditori, maiali, polli ed anatre.

Un gruppo di circa 15 persone affette da patologie psichiatriche con età media di 40 anni inizia domani, mercoledì 15 aprile, un percorso formativo di base finalizzato a far acquisire agli utenti nozioni sulle caratteristiche fisiologiche, comportamentali di questi animali presenti all’Accademia Cinofila Fiorentina, in via dell’Argingrosso a Firenze.
Una volta alla settimana, il mercoledì pomeriggio, per dieci volte, saranno in questo centro per responsabilizzarsi  nella relazione con l’animale. Con loro ci saranno lo psichiatra Sandro Domenichetti, responsabile dei servizi di salute mentale di Firenze della Asl 10, la psicoterapeuta ma anche veterinaria Giovanna Carlini, gli educatori professionali Luca Paoletti, Anna Orlini, Alessandro Garsia, Michela Picciullo, Cristina Guerrieri, nonché i conduttori degli animali dell’Accademia Cinofila Fiorentina.

Il progetto mira a riabilitare il paziente psichiatrico creando uno spazio sicuro, protetto, stimolante e confortevole all’interno del quale lavorare sui legami oggettuali. La presenza di quegli animali – dai cani ai porci, dagli asini alle anatre – in questo spazio può facilitare la comunicazione dei pazienti con gli altri e favorire l’empatia verso il mondo esterno: l’animale, infatti, diventa anche un oggetto transizionale su cui proiettare le proprie paure ed emozioni e da cui acquisire sicurezza ed autostima.
Quelle 15 persone, dunque, a cui per motivi igienico-sanitari viene effettuata la necessaria vaccinazione antitetanica, avranno modo di conoscere la fisiologia, l’anatomia e il comportamento delle varie specie animali, avvicinandoli, potendoli toccare, giocando con loro, conducendo al guinzaglio il cane, verbalizzazione ed elaborando la loro esperienza.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password