Mangiare a casa fa bene!

I bambini aumenterebbero le capacità sociali pranzando in famiglia.

pubblicato il 08/08/2014 in Salute e alimentazione da Veronica Murru
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Veronica Murru

Degli scienziati americani sostengono, in base a degli studi eseguiti su un campione di bambini, che pranzare e cenare in famiglia sia un rituale molto importante e che a beneficiarne sarebbe soprattutto la socialità dei bambini e le capacità di concentrazione.

Chi non è così tanto giovane da avere passato l'infanzia e l'adolescenza dentro fast foods a mangiare il cibo spazzatura, o chi dopo scuola tornava a casa invece di restare in mensa, lo sa bene: cosa c'è di meglio di un pranzo in famiglia? A scoprire i benefici del pranzo in compagnia dei genitori e/o fratelli, sono stati dei ricercatori della University of Oklahoma e Oklahoma State University, attraverso uno studio che è stato poi pubblicato sulla rivista Journal of Family Psicology.
Sono stati analizzati diversi aspetti (psicologici, fisici, economici ecc) della vita di 24 mila bambini, e si è scoperto che vi è una correlazione con le abitudini alimentare degli stessi, soprattutto con la possibilità di mangiare a casa con la propria famiglia.
I risultati degli studi hanno evidenziato almeno 8 motivi che dovrebbero incentivare i componenti dei nuclei famigliari a mangiare insieme tra loro.
Primo su tutti, a livello materiale ed economico, vi è la possibilità di risparmiare mangiando in casa, nonché il buon rapporto qualità e prezzo. Un pranzo a casa, infatti, costa circa ½ di quello che si farebbe in ristorante. Per non parlare poi delle porzioni: ogni persona a casa propria decide quanto cibo mettere sul piatto a seconda delle proprie esigenze, evitando gli sprechi o le cattive abitudini alimentari che generano obesità o altre malattie. Da questo studio si evince che i ragazzi sono più propensi a mangiare frutta e verdura e a variare la dieta, oltre che essere attirati meno dalle bibite gasate. A livello psicologico, allo stesso modo, si hanno conseguenze fondamentali. Chi mangia con la famiglia è più felice, i bambini imparano a parlare e ad esprimere i loro punti di vista mentre mangiano nell'intimità della propria casa. Gli adolescenti svilupperebbero meno le patologie depressive o aggressive e raggiungerebbero successi scolastici con pagelle più competitive. Così anche le madri giovano del rientro a casa, staccando dal lavoro e mangiando in relax. Infatti lo stress di mangiare altrove, incide anche sulla produttività sia lavorativa, nonché su quella casalinga.
Certo, i fattori che incidono sono tanti e molti di più di quelli sopracitati. E ogni persona, ogni famiglia, ha la sua soggettiva esperienza. Negli ultimi tempi, i figli pur pranzando a casa, magari per motivi economici, pranzano con cibi precotti e surgelati, in quanto il lavoro dei genitori non concede il tempo necessario a preparare cibi più elaborati. Le bibite gasate sono quotidianamente sui tavoli delle famiglie e l'acqua per alcuni è diventata una bevanda secondaria. I ragazzi comunicano con telefonini, ipad, iphode e simili. Forse fare un tuffo negli anni passati, ci potrebbe aiutare a capire quanto fosse bello mangiare a tavola raccontandosi la giornata e magari, perché no, “litigare” con i fratelli per l'ultima pesca nel cesto della frutta.

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