3 + 3: tre quesiti, tre risposte a cura del Dott. Davide Pagnoncelli

Spunti per cammini di consapevolezza Tappa n. 5 con doppia intervista

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 28/07/2022 in Salute e alimentazione da Redazione
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Redazione

Cari lettori e care lettrici ecco un’altra tappa di questa nuova rubrica che nasce con l’obiettivo di stimolare periodicamente con spunti e/o con esperienze di vita intense, vitali e vivide. L’intento è di aiutarci e aiutare ad agire e a reagire contro l’inedia, la passività, il qualunquismo; a maggior ragione nell’attuale situazione molto critica per vari motivi.

Questa rubrica pone tematiche ad ampio raggio, sollecitando talora anche interrogativi posti sia a persone note che a persone meno note, perché non è la notorietà l’unico criterio per dialogare, argomentare ed essere maestri di vita per gli altri. E non interessa neppure che tipo di caratteristiche ha chi può offrirci dei contributi: importante metta a disposizione la propria esperienza su quanto gli viene chiesto.

Sempre con estrema libertà e apertura mentale, cercando di imparare… sempre!

 

La forza della memoria dei nostri cari defunti dipende da chi resta

 

In questa tappa la giornalista Francesca Ghezzani intervista il dott. Davide Pagnoncelli e l’imprenditrice Stefania Sabatelli su una tematica… scottante e spesso rimossa, ma che tocca profondamente ognuno di noi. 

 

1. Come possiamo inquadrare questa tematica, dott. Pagnoncelli?

Dal mio punto di vista vanno riprese e riaffrontate tutte le tematiche correlate alla morte: questa è parte della vita.  Accettare di parlare della morte, significa accettare appieno la vita e ogni individuo è un essere anche mortale che desidera, però, vivere il più intensamente possibile.

Cito l’ipotesi di un mondo immortale descritta dallo scrittore Davide Maria Turoldo in un suo libro: “La morte dell’ultimo teologo”. L’autore descrive un’isola in cui il tempo trascorre, gli uomini invecchiano e non muoiono mai, pure i sentimenti appassiscono. In tal modo gli uomini perdono il gusto di raccontarsi perché sanno già tutto di tutti. Scompare perfino il senso di tenerezza, di compassione e di pietà per il fatto che, anche in presenza dei dolori più cupi dei propri cari, si afferma: “Tanto non muore!” Si arriva così fino al punto di desiderare che ognuno riprenda a morire, proprio per assaporare l’emozione di vivere.

Lei, Stefania Sabatelli, come la pensa su questa tematica?

A noi che siamo vivi spetta il dovere, sia individuale che collettivo, di onorare, preservare, conservare e tramandare, la memoria di chi non c’è più.

Lo scrisse anche Ugo Foscolo nel suo capolavoro, “I Sepolcri”, sottolineando l’importanza della memoria, soprattutto per chi resta. I sepolcri sono incarnazione della memoria ed essa può sopravvivere alla morte fisica. Nelle tombe quindi si evidenzia la memoria concreta del passato e quanto è importante vivere oltre la sepoltura o la cremazione dei corpi!

Mantenere accesa la comunicazione con i nostri cari estinti è molto importante, secondo me, soprattutto in questa fase storica segnata purtroppo da numerosi lutti, perdite e tragedie.

 

2. Cosa andrebbe migliorato nelle situazioni di lutto dott. Pagnoncelli?

Non è più auspicabile ripetere in futuro modalità anonime, solitarie e disumane di accompagnamento al cimitero, sottoponendo chi è in lutto al doppio trauma della morte solitaria di chi è caro, per giunta in assenza di una significativa ritualità, utile questa per aiutare a rielaborare il dolore. Con un po‘ di fantasia e di flessibilità si può, senza alcun dubbio, coniugare sicurezza e accompagnamento funebre dei propri cari.  Come il lutto provoca caos e destrutturazione, tanto il rito funge da riordinamento dello scombussolamento emotivo provocato dal trauma e aiuta a rielaborare la perdita e a continuare a vivere nonostante il dolore.

In tal senso lei, invece, come imprenditrice cosa ha progettato o ha in progetto concretamente?

Uno dei miei obiettivi è di concretizzare in un contenitore ampio ed espandibile, una vera e propria incarnazione della memoria di chi continua a rimanere vivo nei racconti e nei ricordi di chi resta.

Con l’aiuto dei miei collaboratori ho ideato ‘Diario Virtuale’, un’applicazione digitale personale che permette di archiviare facilmente, di conservare e di condividere con parenti ed amici tutte le memorie legate a chi ci stato e ci è ancora caro.

È una raccolta dei documenti più immediati, quali foto, ritratti, carte, immagini, racconti, scritti vari e produzioni del defunto. Per esempio potrebbero essere raccolte liriche poetiche, narrazioni dello stile di vita, abitudini, gusti, affermazioni ricorrenti, donazioni, buone e concrete azioni o altro realizzato nell’arco dell’intera esistenza: questo materiale rappresenta l’eredità materiale e spirituale del proprio caro. Tutto questo si può raggruppare e assemblare comodamente in una App.

Faccio un altro esempio: può succedere che un nipotino chieda notizie del nonno scomparso, a cominciare dalle fotografie, fino ai racconti sulla sua vita o la particolarità dei suoi talenti, cosa ha lasciato al mondo con i suoi esempi di vita, cosa quindi ha insegnato e consegnato in eredità al suo albero genealogico.

Penso sia molto bello trovare tutto il materiale in un archivio digitale, che potrà essere sia consultato, sia addirittura ampliato di volta in volta anche da chi non ha conosciuto il defunto. Per esempio un parente o un amico potrebbe dedicare al defunto uno scritto o un disegno, visibile in seguito anche da coloro che visiteranno la tomba.

Questo può essere uno dei modi per onorare il caro estinto e per mantenerne viva la memoria nel proprio cuore.

 

3. Ci può precisare sinteticamente, dott. Pagnoncelli, un messaggio importante per la nostra società?

L’uomo non può che manifestare un forte istinto di vita, specialmente se vengono favorite alcune condizioni fondamentali: riscoprire l’aspetto sociale della morte, valorizzare il sentimento sociale pur in presenza di situazioni drammatiche o pandemiche, focalizzare l’attenzione sulla rielaborazione collettiva del lutto e aumentare concrete possibilità, anche rituali, di compartecipazione emotiva. È essenziale che sia veicolato questo messaggio: accanto a ogni tomba e a ogni colombario esiste una comunità di viventi.

Stefania, ci può aggiungere ulteriori precisazioni per chi desidera saperne di più oppure può offrire uno stimolo concreto per i più motivati?

La start up “Bohr Media srl” da me amministrata, ovviamente insieme al mio staff, gestisce un sito specifico. Sul sito l’utente troverà una breve descrizione delle azioni possibili, l’utilizzo di cui potrà beneficiare, un video spot e un video tutorial. Inoltre se qualcuno fosse interessato, troverà una breve scheda da compilare per l’attivazione del profilo digitale del caro defunto.

Dato che lei mi sollecita, decido di offrire per il prossimo mese, a partire dalla data di pubblicazione di questa intervista, l’attivazione gratuita di un profilo digitale del Caro Defunto, direttamente sul sito www.diariovirtuale.com

Penso che il desiderio che ci accomuna tutti come esseri umani sia di lasciare qualcosa di noi stessi a chi viene dopo di noi, affinché chi ha perso la vita possa essere ricordato per sempre.

 

Grazie, dott. Davide Pagnoncelli e Stefania Sabatelli, in bocca al lupo per i vostri progetti: che possano essere utili a tutta la comunità! 

 

Maria Stefania Sabatelli è nata a Putignano (BA) nel 1983, si è diplomata come perito informatico, ha lavorato come tecnico prima e come proprietaria e amministratrice in seguito, in una grande azienda di lavorazione e commercializzazione di pietre naturali, marmi, graniti e sintetici. Si è formata in ambito commerciale, in marketing, gestione aziendale, PNL (Programmazione Neuro Linguistica) e gestione delle relazioni; inoltre  ha acquisito la conoscenza delle varie tipologie di materiale e grazie alla stretta collaborazione con ingegneri e architetti ne ha compreso anche i vari impieghi.

Dal 2020 è anche proprietaria e amministratrice della Bohr Media, start up innovativa per la commercializzazione di prodotti e servizi interattivi in due nuovi settori: gli animali da compagnia (www.amicoleale.com) e del settore funerario. Sito web: www.diariovirtuale.com; mail: Info@diariovirtuale.com; tel. 375 54 24 955.

 

Davide Pagnoncelli è Psicologo e Psicoterapeuta, formato in Teatroterapia e in Arteterapia. Oltre all’attività clinica, ha un’esperienza ventennale nell’ambito della psicologia scolastica come responsabile di un originale Servizio Psicologico di sistema.  Egli si definisce “allargacervelli” (non più “strizzacervelli”) perché il suo cervello e quello altrui preferisce allargarlo, ampliando prospettive. Ha scritto il libro “Figli felici a scuola”, Bruno Editore, Roma 2018¸inoltre ha pubblicato numerosi articoli e ricerche su varie Riviste scientifiche. In particolare è impegnato in progetti pilota per approfondire il rapporto tra le varie forme di arte, soprattutto la poesia, con la psicologia e con la psicoanalisi. In tal senso ha ideato nuovi progetti denominati Art Artist Therapy (AATH): un altro modo di gustare e di rivivere la personalità, l’intelligenza emotiva e il percorso creativo dell’artista connesso alle produzioni artistiche. Email: allargacervelli@gmail.com

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