Usare lo smartphone di notte aumenta il rischio di insonnia

Colpite le persone tra i 20 e i 30 anni

pubblicato il 13/02/2014 in Salute e alimentazione da Angela Menna
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Angela Menna

Secondo i ricercatori dell’Università della California a San Francisco (UCSF), gli apparecchi elettronici non dovrebbero essere portati in camera da letto, perchè, oltre a creare dipendenza, potrebbero provocare anche problemi di salute. Secondo il dottor David M. Claman, direttore dello Sleep Disorders Center presso l’University of California San Francisco Medical Center, se una persona usa lo smartphone come punto di riferimento per leggere l’ora durante le ore notturne, è possibile che dia anche una controllatina alla propria posta elettronica e da li ha inizio l’insonniaMentre si ha il telefonino in mano, è molto facile che lo si usi per utilizzare le varie App a disposizione, email o controllare messaggi di qualche amico. Così, il tempo passa e quando finalmente si decide di smettere, ci si ritrova nel letto a girarsi continuamente. Insomma, chi usa lo smartphone in camera da letto ha molta più probabilità di richiedere una consulenza a un esperto del sonnoL’insonnia, proprio per tale motivo, è in costante aumento tra le persone che hanno un età compresa fra i 20 e i 30 anni. Una delle cause scatenanti, secondo i ricercatori, è la luce blu prodotta dai classici schermi retroilluminati tipici di tablet, computer e cellulari. Questo genere di luce ha la funzione di interferire con i ritmi circadiani, attraverso recettori cerebrali e tenere vigile l’attenzione. Di conseguenza, se utilizzata di notte, non farà altro che tenerci svegli. Tutto questo, ma in particolar modo lo smartphone in camera da letto – secondo Orfeu Buxton M. , neuroscienziato e professore assistente della divisione di medicina del sonno, presso la Harvard Medical School – potrebbe scatenare la cosiddetta “vigilanza minacciosa”, ovvero un tipo di ansia che ci tiene costantemente svegli. Dunque, limitare l'uso notturno dello smartphone, potrebbe essere l'unico rimedio per evitare il 'disturbo'.

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