Ansia: no grazie

Ne parliamo con il Dott. Nello Di Micco

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 14/05/2020 in Salute e alimentazione da Redazione
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Redazione

Curatore di diverse rubriche radiofoniche, televisive e su magazine nazionali in qualità di psicologo, oltre che autore del libro “IL TORMENTO DELLE DONNE PER LE INSIDIE DELL’UOMO VIOLENTO”, il Dottor Nello Di Micco ci aiuta a capire che cosa è l’ansia e come possiamo imparare ad affrontarla.

Dottore, se dovessimo dare all’ansia una definizione clinica cosa diremmo?

Il termine ansia trae origine dal latino anxia, anxius, derivato del tema di angere"stringere, soffocare”. Il Vocabolario della Lingua Italiana Treccani definisce lansia come 'forte agitazione dell'animo per desiderio, attesa di qualche cosa, o per timore e preoccupazione; stato di affannosa incertezza. Il particolare stato di incertezza e di timore può riguardare specifici oggetti o eventi oppure non averne alcuno di riconoscibile e può essere accompagnato da disturbi vasomotori e da penose sensazioni viscerali (costrizione al petto o alla gola, senso di soffocamento ecc.)'.

Chi ne va più soggetto in termini di sesso ed età?

L’ansia ė una condizione che può colpire chiunque, non c’è una regola precisa, si va dal ragazzino adolescente alla persona ottantenne.

Possono soffrirne anche i bambini?

Certo, in loro l’ansia si manifesta, per esempio, nell’ansia da separazione da un genitore quando il bambino va a scuola.

Esiste anche un’ansia “positiva”?

L'ansia non è solo negativa... Lansia ci dà informazioni su possibili pericoli imminenti, ci aiuta a muovere il corpo dinanzi ad una possibile minaccia o ad un pericolo reale, ci consente di individuare delle strategie da mettere in atto in determinate circostanze, ci dà l'energia per affrontare le piccole o grandi sfide della nostra vita (da un esame, a un colloquio di lavoro, a una competizione a cui teniamo).

Quali sintomi sono maggiormente evidenti?

Sentirsi preoccupati per qualcosa succede a tutti: ognuno di noi potrebbe dire una delle tante piccole o grandi preoccupazioni che lo accompagnano quotidianamente (lavoro, salute, figli e così via). Naturalmente il grado di agitazione, di incertezza e di preoccupazione varia a seconda delle situazioni e soprattutto da individuo a individuo perché ciascuno di noi ha un modo irripetibile di funzionare, che dipende dalle esperienze, dai vissuti, dalle figure con cui ci siamo relazionati: ciò che a me procura ansia potrebbe non procurarla a te e viceversa.

Si nasce ansiosi o lo si diventa a seguito degli eventi della vita?

Direi che si diventa. Anche se non vogliamo, a volte uno o più pensieri negativi o un insieme di pensieri di 'pericolo imminente non ben identificato' dominano la nostra mente e ci causano un senso di profonda e disturbante agitazione. Questi pensieri si trasformano in sensazioni fisiche di disagio e si riversano sul nostro umore, influenzando la relazione con noi stessi in primis e con gli altri.

Vi faccio degli esempi per spiegarne le cause:

Causa numero 1: l'ansia viene alimentata dalla paura di quei pensieri disturbanti e di quelle sensazioni che ci invadono traducendosi in un senso di oppressione: la paura di aver paura!

Causa numero 2: l'ansia può essere prodotta da un sovraccarico cognitivo (es busta spesa che si rompe perché troppo piena) e dalla confusione dei pensieri che non sono messi nel giusto ordine di priorità (bambini, spesa, idraulico): troppa carne al fuoco!

Causa numero 3: l'ansia è prodotta dall'intolleranza a ciò che non possiamo controllare. Ci risulta faticoso, talvolta impossibile, accettare l’incertezza e la sensazione di dipendere anche dalle cose che non possiamo gestire. Più cerchiamo di controllare continuamente le cose più perdiamo il controllo: fai un respiro, non puoi tenere tutto sotto controllo!

Causa numero 4: l’ansia si genera per l'eccessiva preoccupazione per il nostro futuro.  Quando abbiamo una determinata aspettativa o quando sorge una nuova circostanza è naturale pensare a ciò che succederà. Il problema sorge quando rimaniamo ingabbiati nelle nostre domande, pensieri negativi: l'aspettativa che crea l'aspettativa negativa! Profezie che si autoavverano.

Causa numero 5: l'ansia si genera a causa dell'eccessiva importanza data alla probabilità che si verifichino eventi negativi: difficilmente riflettiamo sul fatto che non è detto che gli eventi negativi siano più probabili di quelli positivi. Ad esempio, mi chiedo “E se l'esame mi va male?”; mi devo chiedere anche “E se l’esame va bene?”. Produciamo spesso pensieri e convinzioni irrazionali!

Si deve imparare a convivere con l’ansia o dobbiamo impegnarci ad eliminarla dalla nostra vita? Come possiamo fare?

Dal mio punto di vista dipende dal grado di ansia nella quale ci troviamo; se per esempio siamo troppo ansiosi, ė necessario chiedere aiuto a uno psicologo perché la forte ansia che stiamo vivendo ė un campanello di allarme, pertanto non va sottovalutato.

Infine, in questo preciso momento di emergenza da Covid-19 come possiamo affrontare al meglio le preoccupazioni che ci attanagliano?

Sicuramente questa situazione del COVID-19 ha generato diverse difficoltà e oggi le persone si sono trovate improvvisamente a fare i conti con un imprevisto, pertanto avere delle preoccupazioni è normale. Ma se le preoccupazioni sono troppe, una cosa che potremmo fare è quella di non starci a fare sempre domande e di non dare sempre un significato emotivo.

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