Ecco perché è importante la conservazione cordone ombelicale

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 22/01/2020 in Salute e alimentazione
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A cura di: Ufficio stampa Sorgente

Questo articolo ha lo scopo di fare chiarezza su un argomento molto delicato: la conservazione cordone ombelicale. Quando si aspetta un figlio, infatti, sono tante le decisioni che la famiglia deve prendere, e per farlo in modo consapevole deve disporre di informazioni corrette e veritiere.

Decidere di conservare le staminali cordonali del proprio figlio, vuol dire avere un prezioso strumento potenzialmente utilizzabile in caso di necessità, come il trattamento di alcune patologie. Le cellule staminali cordonali hanno un grande potenziale dal punto di vista terapeutico, e ciò è confermato anche dal Ministero della Salute [1].

Quali sono le reali possibilità di utilizzo di tali cellule? Ѐ stato fatto uno studio negli USA per determinare il tasso di probabilità, per una persona di 70 anni, di ricorrere all’utilizzo delle proprie cellule staminali cordonali per il trattamento di una patologia. Il gruppo di ricercatori ha considerato diversi fattori quali:

  • tipo di trapianto, autologo e allogenico, nel primo caso il donatore e il ricevente sono la stessa persona, nel secondo caso il donatore è compatibile con il ricevente (può essere anche un parente diretto);
  • età;
  • etnia;
  • sesso [1].

Dall’indagine è emerso che c’è una possibilità su 217, per un settantenne, di poter usare le proprie staminali [1]. Prima di questo studio ne erano stati fatti altri simili, ma con esiti molto differenti e notevolmente inferiori (1 su 2.700, o anche 1 ogni 200.000) [2]. Questo aumento delle probabilità si deve alle tecniche e alle procedure attuate per la conservazione, che migliorano continuamente. Anche il team di studiosi sostiene che grazie ai progressi tecnologici delle banche del cordone, al miglioramento dei registri di conservazione nazionali, e alle agevolazioni da parte delle compagnie assicurative, i campioni di cellule staminali destinati alla crioconservazione aumenteranno e di pari passo anche i settori in cui trovano applicazione clinica.

L’infusione di staminali cordonali si esegue per trattare alcuni tipi di malattie molto gravi come le mielodisplasie, le neoplasie mieloproliferative, i linfomi, le leucemie, e anche certe patologie neurologiche e genetiche. Finora sono stati ben più di 45.000 i trapianti realizzati tramite infusione di cellule staminali cordonali, sia autologhi, sia allogenici [3].

Il potenziale delle cellule staminali del cordone ombelicale è ancora lungi dall’essere al suo apice, sebbene siano tanti i casi di successo. Negli ultimi 10 anni, sono state più di 200 le ricerche condotte sull’impiego delle staminali cordonali per la rigenerazione di organi e tessuti e per il trattamento di malattie a carico del sistema immunitario e neurologico [4].

Ad oggi, sebbene si senta spesso parlare di cellule staminali e di conservazione cordone ombelicale, le famiglie italiane spesso non riescono ad avere informazioni tali da poter decidere in modo consapevole e informato. Questa è la ragione principale per cui il 95% dei cordoni ombelicali finisce tra i rifiuti, e tutte le opportunità di utilizzare le preziose cellule staminali che vi sono contenute vengono vanificate. Ricordiamo che questo prezioso patrimonio biologico trova applicazione nel trattamento di più di 80 malattie, come confermato anche dal Ministero della Salute [5].

Per maggiori informazioni: www.sorgente.com

 

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Fonti:

1. Nietfeld JJ, Pasquini MC, Logan BR, et al. Lifetime probabilities of hematopoietic stem cell transplantation in the U.S. Biol Blood Marrow Transplant. 2008;14(3):316-322.

2. Kline, R.M. Whose blood is it, anyway? Sci Am. 2001; 284: 42–49

3. Ballen K. Update on umbilical cord blood transplantation. F1000Res. 2017;6:1556. doi: 10.12688/f1000research.11952.1.

4. Clinicaltrials.gov

5. Decreto ministeriale 18 novembre 2009

 

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