L'undicesima edizione di "Te le do io le bollicine" al Nabilah ha abbinato i piatti del territorio a champagne, spumanti e prosecchi

Lunedì 22 luglio si è tenuta l'undicesima edizione di "Te le do io le bollicine", evento organizzato dall'AIS (delegazione di Napoli) e dal Nabilah (ove tra l'altro si è svolto l'appuntamento).

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 25/07/2019 in Salute e alimentazione da Renato Aiello
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Renato Aiello

Si è svolta lunedì 22 luglio l'undicesima edizione di "Te le do io le bollicine", evento organizzato dall'Associazione Italiana Sommelier (delegazione di Napoli) e dal Nabilah (famoso beach club dell'area flegrea, ove tra l'altro si svolge ogni anno la kermesse). Oltre a voler essere un'occasione di approfondimento sul mondo delle bollicine, altre mission dell'iniziativa sono festeggiare i nuovi sommelier e, quindi, brindare con loro al successo delle tante attività promosse dall'AIS durante l'anno sociale. 
Migliaia i partecipanti - esperti di vini o semplici appassionati - che hanno potuto degustare bollicine italiane e non e sperimentare abbinamenti con un'ampia scelta di piatti: ricette fusion, pietanze di mare o di terra, risotti, paste ripiene, pizze, formaggi, lievitati... Un'attenzione particolare è stata riservata ai piatti locali (come la cistecca montese), cui sono state dedicate numerose postazioni. Altra golosa opportunità che è stata data alle migliaia di intervenuti è consistita nell'abbinamento delle bollicine con i piatti di quattro rinomati chef stellati: le linguine ai frutti di bosco di Luciano Villani (chef di Acquapetra Resort & Spa); le candele spezzate con cipollotto fresco, limone salato, taccole e tonno affumicato di Lino Scarallo (chef di Palazzo Petrucci); i tubetti con cozze, peperoncini verdi e pomodori secchi di Angelo Carannante (chef di Caracol); e un piatto a sorpresa proposto da Marianna Vitale (chef di Sud Ristorante). Minimo comune denominatore di tutte queste proposte: l'utilizzo di ingredienti del territorio campano, in primis la pasta, quella trafilata al bronzo del pastificio Carmiano.

 

Foto di Paola Tufo

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