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Arriva una nuova speranza contro il cancro: l'immunoterapia

Le sperimentazioni partono dall' America

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Parte dall'Associazione Americana per il progresso della scienza e dagli editori della rivista Science, una nuova speranza contro la cura dei tumori. Gli esperti americani sostengono che per combattere le cellule malate, bisogna allenare il sistema immunitario, attraverso anticorpi o vaccini. «L’immunoterapia, quest’anno, è apparsa indubbiamente come un’immensa promessa. Per ora si è dimostrata valida solo contro alcuni tipi di cancro e in un gruppi limitati di malati, ed è importante non ingigantirne i benefici immediati che si raggiungono. Ma molti specialisti in oncologia sono convinti che stiamo assistendo alla nascita di un nuovo modo per curare i tumori», dice  Tim Appenzeller, caporedattore di Science. Ci troveremmo, dunque, di fronte ad una nuova era, come accadde a partire dagli anni Sessanta. All'epoca, infatti, si diffuse la chemioterapia, assieme ai primi farmaci anti-tumorali. Prima di allora, l'unico modo per contrastare il cancro era la chirurgia, che però, non era sufficiente a guarire gran parte dei malati.

Con il passare del tempo, nuovi successi hanno garantito una possibile alternativa all' intervento chirurgico. Si tratta della radioterapia, una pratica scientifica, che si serve del potere delle radiazioni ionizzanti per uccidere le cellule cancerose. «A partire dal 2000 - sostiene Umberto Veronesi, oncologo direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano - abbiamo assistito alla scoperta del genoma umano e soprattutto alla causa scatenante dei tumori. Il cancro è legato alla riproduzione incontrollata di una cellula, che danneggia l'equilibrio del nostro organismo. Sul fronte dell’eliminazione delle cause siamo a buon punto, mentre effettivamente siamo in ritardo nella ricerca delle molecole "riparatrici"», i cosiddetti farmaci intelligenti a bersaglio molecolare, ma sono sempre di più quelli disponibili per i malati». Dunque, rispetto agli anni Cinquanta, dove il tumore era una patologia incontrastabile, oggi, invece, circa il 50% dei malati, riesce a salvarsi. Mentre, gli studi di genetica, cercano di mappare”, cioè rilevare tutti i geni responsabili della proliferazione del cancro, 30 anni fà, la situazione era decisamente diversa. Grazie alla scoperta del recettore(CTLA-4), da parte di alcuni ricercatori francesi, si venne a conclusione come questa particolare cellula impedisse al sistema immunitario di attaccare, con la massima forza, le cellule cancerose. Fortunatamente, un certo, James  Allison, notò che, bloccando CTLA-4 si potevano «liberare» i linfociti del  sistema immunitario, così finalmente in grado di ridurre notevolmente l’invasione delle cellule dannose.

«Oggi, invece, il tentativo di Science di mettere l’immunoterapia del cancro al primo posto nella lista delle 10 principali innovazioni scientifiche del 2013 è assolutamente condivisibile», commenta Michele Maio, direttore Centro di Immunoterapia Oncologica (unico in Italia) del Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena. Anche se l'immunoterapia ha riscosso notevoli successi, soprattutto per alcuni tumori, come ad esempio il melanoma cutaneo, rimane incerta la cura efficace verso altre tipologie di cancro (polmone, rene, prostata, mesotelioma pleurico). «Sulla scorta dei nostri risultati - conclude Maio -  stiamo ampliando ad altre neoplasie, lo studio delle potenzialità dell’immunoterapia che, ne sono convinto, rappresenta la quarta strategia disponibile (in aggiunta a chirurgia, radioterapia e farmaci) per trattare il cancro con sempre maggiore prontezza».

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