Perché è importante la conservazione del tessuto del cordone

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 25/06/2018 in Salute e alimentazione da DigitalPr
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2018

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente


Lo scambio di ossigeno e nutrienti tra mamma e bambino avviene grazie al cordone ombelicale. Le sue funzioni vanno però molto oltre: dopo il parto, infatti, è possibile usarlo per la raccolta cellule staminali. All’interno del cordone ci sono moltissime cellule staminali mesenchimali, che hanno grandi proprietà immunomodulatorie, di proliferazione e differenziazione multilineare.

Le cellule staminali mesenchimali sono in grado di trasformarsi in diversi tipi di cellule specializzate. Stimolano quindi la riparazione di tessuti come le ossa, la pelle, la cartilagine, il grasso e i muscoli[2]. Inoltre, le cellule staminali mesenchimali modulano le risposte immunitarie, con applicazioni anche nella lotta ai tumori[1]. Ecco perché si parla così tanto di conservazione del tessuto e del sangue cordonale.

In un primo tempo, i medici hanno individuato le cellule staminali mesenchimali all’interno del midollo osseo. Il midollo è ancora oggi una grande fonte di staminali, ma la raccolta è difficile e soggetta a molte limitazioni pratiche. Per questo motivo, i medici hanno cercato altre fonti e hanno scoperto che anche il cordone ombelicale è ricco di staminali. La raccolta di cellule staminali dal cordone, però, è indolore e rapida. Inoltre, queste staminali sono più veloci ad auto-rinnovarsi[1].

Lo sviluppo del cordone ombelicale inizia circa alla 5a settimana di gestazione. Al momento del parto, il cordone misura circa 50 cm di lunghezza. Mamma e bambino non ne hanno più bisogno, è quindi possibile prelevare le cellule staminali mesenchimali dai tessuti del cordone, ovvero il rivestimento del cordone stesso, la regione perivascolare e la gelatina di Wharton[1].
Le cellule staminali del cordone ombelicale hanno un enorme potenziale rigenerativo. Vengono usate per il trattamento di patologie nervose, cardiache e muscolari[2]. I ricercatori stanno studiando le possibili applicazioni nel trattamento delle malattie autoimmuni, cardiovascolari, gastrointestinali e neurologiche. Stanno inoltre dando ottimi risultati negli studi riguardanti la riparazione di ferite, lesioni scheletriche e lesioni del midollo spinale. Le loro proprietà immunomodulatorie si stanno rivelando preziose nella gestione delle complicazioni legate ai trapianti[2].

Per tutti questi motivi, la conservazione del tessuto del cordone ombelicale è un passo importante. Permette di mettere da parte una piccola scorta di cellule staminali. Se il bambino dovesse averne bisogno, potrebbe accedere a un numero più ampio di trattamenti con un grosso potenziale terapeutico[2].

Affinché i genitori prendano una decisione consapevole, è importante che sappiano come avviene la procedura di raccolta e conservazione del tessuto del cordone ombelicale[2].
La procedura inizia con un prelievo di sangue materno e con la raccolta del sangue cordonale. A questo punto il personale medico prepara un contenitore pieno di soluzione salina, nel quale inserirà il tessuto cordonale. È necessario cercare una sezione del cordone intatta e lunga 10-15 cm, senza fori. Gli operatori la puliscono, la sterilizzano e la tagliano via, mettendola nel contenitore apposito[3].

Sorgente offre un servizio di raccolta e conservazione del tessuto del cordone ombelicale. La sua biobanca si impegna inoltre nei protocolli necessari per espandere le cellule staminali mesenchimali[2].

Per ricevere ulteriori informazioni sulla procedura di raccolta e conservazione del cordone ombelicale: www.sorgente.com


Fonti:


1 – Human Umbilical Cord Mesenchymal Stem Cells: A New Era for Stem Cell Therapy – D.C.Ding, Y.H.Chang, W.C.Shyu, S.Z.Lynn
2 – Conservazione del tessuto cordonale – www.sorgente.com
3 – Istruzioni Procedura Raccolta del Tessuto Cordonale – www.sorgente.com

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