I consigli del cardiologo, dottor Pescetelli, sui rischi dello sforzo di spalare la neve al freddo

Il cardiologo molisano ha spiegato quali sono gli effetti del freddo sull'organismo e sui soggetti più a rischio

pubblicato il 08/01/2017 in Salute e alimentazione da Tino Colacillo
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Tino Colacillo

In questi giorni sono stati pubblicati diversi articoli sul rischio cardiaco legato all’attività dello spalare la neve per le liberare le strade e le case. Può confermare questo rischio?

Il rischio in linea di massima è confermato. Il freddo, e con freddo intendo soprattutto le temperature particolarmente rigide, è estremamente dannoso per la salute e questo è dimostrato anche dai casi di cronaca dei clochard che sono morti.

Quali sono gli effetti del freddo sull’organismo?

Il freddo finisce per determinare sull’apparato cardiovascolare e respiratorio una depressione dell’attività cardiaca e della frequenza cardiaca. I senzatetto, per esempio, che spesso sono anche alcolisti, alle basse temperature muoiono proprio per arresto cardiorespiratorio che è un danno diretto del freddo sul nostro organismo. In questi casi l’alcol, spesso assunto per introdurre nel corpo un qualcosa di caldo, provoca una vasodilatazione che disperde ancora di più il calore e quindi, in ambienti particolarmente freddi, può facilitare un esito fatale. Anche nei soggetti particolarmente predisposti come gli anziani o anche i bambini il rischio è maggiore.

Spalare la neve o uscire in condizioni climatiche dure come una bufera può quindi essere rischioso?

E’ evidente che spalare la neve così abbondante nei nostri paesi come in questi giorni e in condizioni climatiche così rigide provoca un enorme dispendio di calore ed energia da parte dei muscoli e del cuore. Lo sforzo sottopone l’apparato cardiovascolare a un notevole stress.

Quindi quali sono i soggetti più a rischio?

Se l’apparato cardiovascolare è di un giovane che non ha particolari problemi cardiaci non succede nulla, tranne forse far aumentare l’appetito al giovane spalatore. Il problema è che nelle nostre società, dove i giovani sono sempre di meno, questo lavoro è spesso fatto dagli anziani che hanno necessità di uscire, magari anche per andare a comprare il pane. Purtroppo questo tipo di attività se fatta da un soggetto, che teoricamente o potenzialmente, ha una patologia cardiovascolare di tipo ischemico, può essere mortale. Questo perché normalmente  quando  fa molto freddo l’organismo tende a ridurre la quantità di sangue alla pelle e per concentrarlo nei visceri, cioè nella parte più interna del corpo in modo da conservare il più possibile la temperatura. Ma se si va a fare un lavoro fisico in una situazione di freddo intenso c’è uno spostamento di sangue verso i muscoli e quindi si determina una dispersione di calore, anche perché si tende a sudare. Spalando la neve, inoltre, ci può essere qualcuno che avendo troppo caldo tende a togliersi la giacca e questo aggrava il raffreddamento.

Continua a leggere l'intervista su www.altomolise.net (clicca sul per aprire l'articolo)

 

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