"Proprio nei giorni in cui si esprimono i desideri", i giorni delle stelle cadenti, "un sogno, bellissimo, si è realizzato: dopo 224 giorni di cure, anche la nostra piccola grande Francy è stata dimessa dal Centro Ustioni di Niguarda. È l'ultima dei 12 pazienti arrivati a Milano dopo il terribile incendio di Capodanno a Crans-Montana. Dodici persone gravemente ferite, dieci delle quali giovanissime". Non nasconde l'emozione l'assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso, che fin da subito ha seguito in prima persona il percorso sanitario dei giovani rimasti feriti nell'incendio di Capodanno al locale 'Le Constellation' di Crans e trasferiti nei giorni successivi dalla Svizzera all'ospedale Niguarda di Milano, dove - spiega - hanno "trovato professionisti sanitari pronti ad affrontare una delle emergenze più complesse degli ultimi anni". Â
"Una missione compiuta, quindi - commenta Bertolaso in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook - perché tutti e 12 i pazienti sono tornati a casa. Era la promessa che avevamo fatto ai genitori quella drammatica mattina. È una notizia che ci riempie di gioia". Pur sapendo che "il percorso non è ancora finito. Le ferite hanno bisogno di tempo per guarire e, soprattutto, per tutti resta un lungo cammino di riabilitazione fisica e psicologica".Â
"Nei primi giorni - ripercorre Bertolaso - oltre 100 persone hanno lavorato contemporaneamente e molte altre se ne sono aggiunte nel tempo: medici, infermieri, tecnici e personale amministrativo. Areu", l'Agenzia regionale emergenza urgenza, "ha trasportato i pazienti in elicottero, a Niguarda il Pronto soccorso e la Terapia intensiva li hanno accolti e stabilizzati, il Centro ustioni ha garantito cure specialistiche di altissima complessità , la Banca dei tessuti ha messo a disposizione oltre 25mila centimetri quadrati di cute. Pneumologia, Malattie infettive, Chirurgia plastica, Riabilitazione e Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza hanno seguito i pazienti in ogni fase del percorso. Più di 50 interventi chirurgici, almeno una trentina di medicazioni in sedazione per ciascun paziente, oltre a visite, medicazioni e sedute laser". Â
Numeri, continua l'assessore, "che raccontano solo in parte la quantità di lavoro, competenza e, soprattutto, impegno messi in campo. Dietro questi numeri ci sono giornate e notti di lavoro, fatica e ansia, scelte difficili, attenzione a ogni dettaglio e tanta vicinanza ai ragazzi e alle loro famiglie. Un grazie davvero grande va quindi alle donne e agli uomini che hanno preso in carico questi pazienti: a tutti quelli di Niguarda, del Policlinico di Milano, di Areu, del nostro Servizio sanitario lombardo e di Regione Lombardia, che hanno affrontato questa emergenza con grande spirito di collaborazione e umanità ". La gioia per il ritorno a casa dei ragazzi, sottolinea Bertolaso nel post, la "condividiamo con le istituzioni che hanno seguito con attenzione e partecipazione questa vicenda: dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, venuti in visita ai ragazzi e alle loro famiglie, portando la loro vicinanza e il loro sostegno in quei momenti così difficili". Â
Le tappe da raggiungere non sono finite. "Alcuni ragazzi - spiega Bertolaso - hanno già iniziato anche un percorso di chirurgia della mano, supportato dagli specialisti di MultiMedica, con interventi finalizzati a recuperare progressivamente la mobilità limitata dalle cicatrici lasciate dalle ustioni sulle mani con cui, in quei terribili momenti, hanno cercato di proteggersi dal fuoco. Ci vorranno tempo, pazienza e forza per lasciarsi alle spalle quello che è successo e tornare, passo dopo passo, alla vita di tutti i giorni. A Francesca, a tutti i ragazzi e alle famiglie va il nostro abbraccio più grande e a tutti coloro che hanno lavorato per loro, dal primo giorno fino a oggi, la nostra più profonda gratitudine. Ma non dobbiamo dimenticare, neppure per un attimo, che anche in questa giornata il nostro pensiero più commosso è rivolto ai ragazzi che quella notte non ce l'hanno fatta e ai loro cari. Il dolore per quelle giovani vite spezzate resterà per sempre parte di tutti noi e ci deve spronare a fare di tutto perché tragedie del genere non accadano più".Â

