"Lo studio Optum mostra un impatto della vaccinazione, sia sui soggetti vaccinati che sui soggetti non vaccinati, fino al 20% in termini di riduzione delle complicanze respiratorie e delle malattie croniche ostruttive. Questi dati confermano quanto la vaccinazione possa influenzare positivamente la qualità di vita delle persone anziane, preservandone la capacità funzionale e riducendo la necessità di supporto da familiari e caregiver". Lo ha detto Caterina Rizzo, professoressa di Igiene e medicina preventiva Università di Pisa, al congresso internazionale Resvinet a Roma, dedicato all’impatto del virus respiratorio sinciziale (Rsv) sulle persone adulte e sui pazienti fragili.Â
Secondo l’esperta, la vaccinazione "offre una protezione anche durante il ricovero ospedaliero", contribuendo a prevenire la trasmissione del virus in ambienti particolarmente a rischio. "La copertura vaccinale – spiega Rizzo – può evitare che i pazienti contraggano la malattia proprio durante la degenza. In ospedale, infatti, la trasmissione dei virus può comunque verificarsi, ad esempio quando viene ricoverato un paziente in fase di incubazione o asintomatico ma contagioso. Per questo la vaccinazione rappresenta un valore aggiunto: come già accade per influenza e Covid, anche quella contro l’Rsv è uno strumento fondamentale per proteggere le persone più vulnerabili". Â
Rizzo ha poi sottolineato il potenziale della vaccinazione nell’ambito del Piano nazionale di prevenzione vaccinale. "Oltre ai benefici immediati sulla salute, l’introduzione del vaccino contro l’Rsv contribuirebbe a ridurre le ospedalizzazioni dovute alle infezioni delle vie respiratorie inferiori. Il primo effetto concreto - ha poi concluso - sarebbe quindi una diminuzione degli accessi al Pronto soccorso. Studi di costo-efficacia mostrano come l’implementazione della vaccinazione sia vantaggiosa anche dal punto di vista economico per il sistema sanitario".Â

