"L'equità è un principio cardine del nostro Servizio sanitario nazionale e sta soffrendo. Gli indicatori di equità sono peggiorati, soprattutto nel Mezzogiorno. A pagarne il prezzo maggiore sono le famiglie a basso reddito e con minore istruzione. Questo ha generato un razionamento implicito delle cure". Lo ha detto Barbara Polistena, presidente del comitato scientifico di Crea Sanità , in occasione della presentazione del 21esimo Rapporto Sanità del Crea - Centro per la ricerca economica applicata in sanità , e della Fimmg - Federazione italiana medici di medicina generale, oggi a Roma nella sede del Cnel (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro).Â
Secondo Polistena, "il ricorso crescente alla sanità privata non è un fenomeno inappropriato, ma nasce da esigenze reali". Questo perché "i cittadini hanno fatto fronte ai limiti del sistema pubblico, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno e tra le famiglie meno istruite. Il rallentamento della crescita della spesa pubblica, iniziato con le riforme degli anni '90, si è accompagnato a un aumento della spesa privata più che doppio rispetto a quella pubblica. Successivamente, durante la fase del federalismo, sia la spesa pubblica sia quella privata hanno registrato una crescita molto limitata, a causa della crisi economica".Â
Polistena mette poi in luce la difficoltà del Ssn di rispondere ai nuovi bisogni della cittadinanza: "Il Servizio sanitario sembra ormai incapace di rispondere pienamente alle aspettative della popolazione - riflette - probabilmente perché i bisogni stessi sono cambiati, diventando più complessi e legati a una popolazione più istruita e digitalizzata, che richiede maggiore attenzione. Serve una visione integrata tra sanità e sociale". Per la presidente del comitato scientifico di Crea Sanità un ruolo chiave lo giocano le tecnologie, che hanno migliorato l'efficienza del sistema. Polistena sottolinea però l'urgenza di cambiare approccio: "Bisogna passare dal razionamento implicito a un razionamento esplicito dei servizi. E concentrare le risorse sulle prestazioni con maggiore impatto per le famiglie". Infine, un monito alla politica: "Occorre superare il dibattito tra maggioranza e opposizione e aprire una fase costituente, come quella che portò alla nascita del Ssn. Solo così il sistema potrà trasformarsi senza perdere i suoi principi fondamentali", conclude.Â

