RICCHIUTI (P.P.I.) “ NESSUNA RIPRESA SENZA UNA SANATORIA SU EQUITALIA”

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 24/10/2015 in Politica da Paolo Ambrogi
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Paolo Ambrogi

Partirà a Novembre una massiccia campagna nazionale di sensibilizzazione dei cittadini , affinchè capiscano le motivazioni per cui chiediamo al Governo , una sanatoria fiscale sulle cartelle di Equitalia e l’abolizione della barbarica norma del “prima paghi e poi ti difendi”(solve et repete).
Le due cose sembrano non avere un nesso , ma invece è esattamente il contrario , sono due facce della stessa sporca medaglia -  il nostro obiettivo - spiega Lino Ricchiuti leader del movimento politico Popolo Partite Iva - è porre fine al massacro dei lavoratori autonomi delle ditte individuali e delle piccole imprese. Lo Stato non può continuare a incassare soldi con avvisi di accertamento tributario che, anziché garantire il contribuente, sono immediatamente esecutivi e che tecnicamente costituiscono una preventiva sentenza di condanna.


Entrando nel merito - continua Ricchiuti  - tali accertamenti risultano infondati nel 55% dei casi e le somme coattivamente riscosse sono una vera e propria estorsione di Stato. Purtroppo con l’adozione del “solve et repete “ già dichiarato incostituzionale dalla Consulta il 1961 , chi non ha la possibilità economica di pagare il 30% richiesto per poter avviare il ricorso , si ritrova tout court la cartella esattoriale per l’intera somma , maggiorata di sanzioni e interessi che determinano in poco tempo la morte dell’attività e la distruzione psicologica del commerciante o piccole imprenditore. In uno Stato di diritto il cittadino/contribuente non può esser considerato come un presunto colpevole. La nostra è una battaglia di civiltà giuridica e culturale per la riforma del processo tributario, per un nuovo patto tra Stato e contribuente e per la costruzione di uno statuto di garanzia delle partite IVA, che sono attualmente allo stremo, anzi oltre .

Per quanto riguarda , la sanatoria su Equitalia ,la nostra proposta di legge prevede il 25% del debito iniziale , oltre alla soppressione della stessa società ,  rateizzato in base al reddito, sospensione momentanea per chi attualmente è senza lavoro .La proposta di legge inoltre , anche per essere equa , prevede che in caso di sanatoria anche sui propri contributi INPS non versati , la quota parte per l'accantonamento pensionistico sia proporzionato in base a quello poi realmente versato, perché ci sembra giusto che chi ha versato di più prenda di più .

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