Sanità, la manovra arriva al Senato: tagli per oltre due miliardi a partire dall'anno corrente

Oggi pomeriggio l'esame in Aula

pubblicato il 27/07/2015 in Politica da Daniele Del Casino
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Daniele Del Casino

Il testo della manovra, con il pacchetto degli emendamenti sanità nell'intesa Stato-Regioni, sulla sanità arriverà oggi nell'Aula del Senato.

Il punto che tiene banco è sicuramente il taglio del Fondo Sanitario Nazionale di oltre 2,3 miliardi di euro l'anno, a partire da quello corrente, che arriva a distanza di un anno dal Patto per la Salute, che garantiva giusto quello che la manovra vuole andare a togliere.

Secondo quanto ricostruito dal Quotidiano Sanità per alleviare al taglio del Fondo Sanitario il Governo e le Regioni hanno studiato una serie di misure variabili, che vanno dal controllo su beni e servizi da acquistare, l'eliminazione delle posizioni da primario in eccesso come la chiusura delle convenzioni con le case di cura aventi meno di quaranta posti letto disponibili o il taglio di prestazioni sanitarie ritenute inutili o inadeguate nella riabilitazione e specialistica ambulatoriale.

Secondo però l'inchiesta del quotidiano a pagare il prezzo di questo adeguamento sarà in primis la popolazione, seguita da medici e Asl: un attacco che il Ministro alla Sanità Beatrice Lorenzin cerca di attenuare ai microfoni di Sky Tg24, dove ha dichiarato che non c'è nessun taglio alla Sanità ma solo interventi sulle prestazioni non necessarie grazie alla razionalizzazione. In questo modo si può rendere sostenibile il sistema: da questo piano di razionalizzazione si possono tagliare 10 miliardi in 5 anni - ha aggiunto - attaccando gli sprechi improduttivi, l'eccesso di cautela dei medici che porta a troppe prescrizioni ed esami inutili, la cosiddetta medicina difensiva che produce 13 mld di euro l'anno di spesa.


Secondo poi la Lorenzin l'eccesso di analisi è dovuto spesso ad una autotutela del medico per togliersi d'impaccio in caso di episodi da malasanità: In molti casi le analisi prescritte sono più di quelle dovute, per la paura del medico di essere accusato e denunciato e proprio su questo stiamo lavorando con un Ddl alla Camera. Il Ministro ha poi parlato anche della necessità di maggiori controlli su qualità ma sopratutto quantità delle prestazioni mediche: Abbiamo visto negli anni che l'equazione 'più si spende meglio è' non vale sempre – ha concluso.

Nessuna manovra di tagli del Governo, a parte quelle relative ai vitalizi dei politici, gode del plauso popolare e quando si tratta della salute i dubbi sull'utilità della manovra e sui suoi intenti sono più che legittimi, a fronte dei tanti, troppi casi di malasanità che ogni giorno finiscono sulla cronaca.

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