Tsipras abdica la politica

Quando la politica decide di non decidere.

pubblicato il 30/06/2015 in Politica da Tony Mariotti
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Tony Mariotti

La decisione di Tsipras di ricorrere al referendum per accettare o meno le condizioni dell'Europa ci permette di valutare la caratura politica del leader greco e di fare alcune considerazioni.


Nel passato lo strumento del referendum è stato utilizzato per chiedere ai cittadini se entrare o meno in Europa. La politica non si è sognata di delegare ai cittadini  le modalità per raggiungere le condizioni necessarie per l'eventuale ingresso.
Oggi Tsipras, di fatto, non chiede ai cittadini se uscire o meno dall'Europa (cosa legittima e fattibile tramite referendum) ma delega a loro un rifiuto o un'accettazione delle condizioni proposte dalla stessa a garanzia di una misurabile stabilità dei conti statali.


L'agire pilatesco edifica le virtù di molti ma è incompatibile con la figura del leader politico audace e carismatico che del novello Leonida si vuol vendere. Sia chiaro, non stiamo giudicando la qualità delle condizioni proposte dall'Europa e la loro fattibilità ma giudichiamo la non assunzione di responsabilità di chi invece è stato chiamato a prendere decisioni difficili in momenti difficili. Un no deciso senza se e senza ma, detto dritto in faccia alla commissione europea, al netto delle considerazioni favorevoli o meno, avrebbe sancito la vittoria non solo di Tsipras ma della politica sull'arido tecnicismo. Un no netto di Tsipras sarebbe stato oltretutto legittimato dal recente voto dei greci ed avrebbe certamente dimostrato a tutti il carisma del politico chiamato dai suoi concittadini a smuovere le acque europee.


Al contrario, il rispedire al mittente la delega ricevuta ha acceso gli animi di tutti quelli che confondono il ruolo dirigenziale della politica con i fast food del consenso che saziano le pance ma non nutrono.
Probabilmente l'Europa politica, se vorrà sopravvivere ai suoi sbagli e se vorrà riedificarsi sulle ottime idee che l'hanno generata, avrà bisogno di una profonda ed invasiva revisione ma per farlo saranno necessari politici che sappiano assumersi le loro responsabilità e che sappiano valorizzare e rappresentare il voto di chi li ha legittimati. Non sappiamo chi farà parte di questa nuova assise costituente ma sappiamo che Tsipras non possiede nessuna delle caratteristiche per entrarci.

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