La minaccia di Maroni ai sindaci

Il governatore lombardo se la prende con i comuni che ospiteranno gli immigrati

pubblicato il 08/06/2015 in Politica da Valentina Roselli
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Valentina Roselli

"Ho deciso di scrivere una lettera ai Prefetti per diffidarli dal portare qui in Lombardia nuovi clandestini e ho deciso di scrivere ai sindaci per dirgli di rifiutarsi di prenderli, mentre ai sindaci che dovessero accoglierli ridurremo i trasferimenti regionali, come disincentivo, perché non devono farlo e chi lo fa, violando la legge, subirà questa conseguenza". Queste le parole pronunciate ieri dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni .

Una posizione sostenuta  anche dal neo governatore Tori e da Zaia. Dura la risposta di Renzi: "Basta con la demagogia e lo scaricabarile. Non basta fare comunicati stampa e slogan, dice il presidente del consiglio. Anche perché alcuni di quei governatori che si lamentano erano al governo quando è stata decisa la politica che ha condotto alle attuali regole. Servono regole per non lasciare l'Italia da sola" e su questo stiamo cercando di coinvolgere i nostri partner europei. Tutti abbiano il buon senso di ricordare a se stessi chi ci ha portato in questa situazione".

Severo  anche il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, e del presidente dell’Anci  Piero Fassino,  il quale parla di  "minacce inaccettabili".
Questa la replica di Debora Serracchiani la presidente del Friuli Venezia Giulia: "con che faccia Maroni e chi la pensa come lui vorrebbero protestare per l'assenza dell'Europa e chiedere aiuto degli altri stati membri, quando intendono comportarsi esattamente allo stesso deprecabile modo?".

Tra i vari dissensi , il sostegno della   coordinatrice di FI Mariastella Gelmini che commenta "non è questione di essere 'cattivi': la Lombardia e il Nord anno già fatto la loro parte anche oltre il dovuto nell'accoglienza, dando ospitalità a migliaia di persone". Consenso  a Maroni,  Zaia e Toti anche da  Maurizio Gasparri (FI), che giudica "doveroso bloccare i contributi a chi alimenta una politica della resa all'invasione dei clandestini e incoraggia quelle coop, soprattutto rosse, che speculano sugli  immigrati”

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