"Non ho più fiducia, non sosterrò il governo e per questo lascio il gruppo del Pd". Giuseppe Civati, detto Pippo motiva così la sua scelta di uscire dal PD e scrive sul suo blog: "Tanti di noi amano far politica e ci hanno dedicato così tanto tempo, in questi anni. A un certo punto, senza preavviso, è semplicemente capitato che un giorno alcune persone con cui pensavamo di aver condiviso questa visione hanno cambiato idea".
Per il futuro, assicura che non smetterà di fare politica e aggiunge: "Nuovo partito? Penso che sia una lavoro che dobbiamo fare nelle prossime settimane. Ci sono persone che sono candidate per il Pd e che mi sono vicine: votate per loro. Fino alle Regionali non si parlerà di nuovo partito, ma di questa esigenza si parlerà questa estate". Infine, la stilettata al premier e leader dem: con la mia uscita, Renzi si è tolto un peso".
Lo strappo è da ricondurre alla fiducia richiesta dal governo sull'Italicum ed è avvenuto pochi giorni dopo il voto finale. Fiducia che Civati non ha votato.
Screzi si erano già avuti in merito alle riforme e sul Jobs Act. La simpatia tra Pippo Civati e Renzi non è durata molto. Doo la partecipazione di Civati alla prima Leopolda voluta dall’allora sindaco di Firenze Matteo Renzi, Civati si allontanò subito dal gruppo dei "rottamatori" ed è stato uno degli antagonisti di Renzi alle ultime primarie.
Non si sa se Civati avrà dei seguaci tra coloro per i quali è un punto di riferimento all'interno del partito, tra questi il senatore Sergio Lo Giudice che "esterà nel Pd, anche se - aggiunge Lo Giudice " l'addio di Civati rappresenta una sconfitta per tutto il Paese".
Il presidente del partito Matteo Orfini twitta "Raramente siamo stati d'accordo, ma se @civati se ne va non è una bella cosa né per lui né per il pd. #pipporipensaci"

