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Renzi, Lupi e Kundera

Nelle scelte di Renzi la possibilità che il caso Lupi non diventi un nuovo esempio della immortalità ridicola descritta da Kundera

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Lupi non si dimette, pronte mozioni di sfiducia nei confronti del ministro. La difesa ad oltranza di chi è indifendibile rischia di generare imbarazzi difficili da dimenticare.


Renzi non deve commettere l'errore di Berlusconi che, nella discussione parlamentare del caso Ruby, fece recitare, con il Senatore Paniz primo attore, una penosa farsa nella quale tutta la sua coalizione si batteva il petto giurando che chiunque, dotato di un minimo di buon senso, avrebbe potuto credere che Ruby fosse la nipote di Mubarak. Eviti, Renzi, che si discuta qualsiasi mozione di sfiducia nei confronti di Lupi.

Eviti al suo partito ed ai partiti che lo sostengono, di articolare creative difese che avranno il solo effetto di far sprofondare le ubbidienti comparse in quella che Kundera definisce “l'immortalità ridicola”.

All'eternità è già stata consegnata la ridicola parodia dell'avvocato Paniz, se Renzi vuole bene a se stesso ed al suo partito, lo faccia recitare in solitudine. Convinca o costringa, se l'amor proprio di Lupi fosse preponderante rispetto all'amore dello stesso per le istituzioni, il ministro a dimissioni irrevocabili prima che il Parlamento sia costretto ad allestire un nuovo teatro del ridicolo... se di teatri e recite stiamo parlando.


Il fondamento della vergogna non è un nostro sbaglio personale ma l'oltraggio, l'umiliazione che proviamo per essere costretti ad essere ciò che siamo senza averlo scelto, e l'insopportabile sensazione che questa umiliazione sia visibile da ogni parte.” - Milan Kundera, L'immortalità -

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