Dopo la morte di Silvio Berlusconi, sabato a Roma si riunirà il Consiglio Nazionale che avrà il compito di nominare ufficialmente il nuovo Presidente del Partito (che sarà, come da accordi stabiliti dall'Ufficio di Presidenza di Forza Italia, il ministro Antonio Tajani), e indire la data in cui si svolgerà il Congresso Nazionale. Dopo trent'anni di Silvio Berlusconi, Tajani dovrà traghettare il partito al congresso del prossimo anno, che si dovrebbe tenere prima delle elezioni europee.
Alla vigilia di questa importante tappa per il futuro di Forza Italia, il Vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un'intervista al quotidiano “La Repubblica” afferma che Forza Italia è sempre ancorata nel campo dei moderati e continua ad avere un ruolo centrale nel panorama politico. E non è casuale la presenza al Consiglio Nazionale di sabato di Manfred Weber (il leader del Partito popolare europeo).
Tajani rivendica la presa di distanza dalle alleanze con i tedeschi di Afd e con Marine Le Pen in Europa, ipotizzate da Salvini: “Io coi nazisti e con la destra estrema non mi alleerò mai, su questo non sono disposto a compromessi. Lo dico e lo ripeto, anche se la cosa non farà piacere al leader della Lega. Ecco, non credo di poter essere accusato di appiattimento nei confronti dei sovranisti".
Alla domanda se Forza Italia è in calo nei sondaggi, Tajani risponde così: “Ci hanno dati per morti, scomparsi, estinti più o meno ogni anno, dal 1994 ad oggi. Saranno forse le preoccupazioni dei soliti tre o quattro parlamentari, guardi, potrei fare i nomi e cognomi. Contano i numeri reali, come in Molise dove Forza Italia ha raggiunto il 12%, il doppio del Carroccio. Balle, insomma. Quanto meno con me, nessuno ha manifestato preoccupazione all’interno del partito".
Per quanto riguarda le accuse di essere troppo leale al Governo Meloni, Tajani ribatte: “Mi accusano di essere leale e in linea col governo del quale sono vicepresidente e nel quale FI esprime cinque ministri? Davvero bizzarra come tesi. Perché dovrei fare una guerriglia al mio governo? Se avessi intenzione di farla, mi dimetterei un attimo dopo, per coerenza”.
Tajani torna a difendere la sua figura all’interno del partito: "Sono un politico che ha rinunciato a 500 mila euro di liquidazione da presidente, perchè c’era la crisi economica e volevo dare un segnale. E ancora c’è qualcuno che vorrebbe farmi la morale? Sfido chiunque a venire allo scoperto. Sabato c’è il Consiglio nazionale. Vorrei che chi la pensa in maniera difforme lo dica apertamente. Anzi, si candidi al posto mio alla presidenza del partito. Confrontiamoci, mettiamoci alla prova. Io non ho nulla da temere".
Infine, in merito alle voci che la famiglia Berlusconi (e segnatamente Marina e Pier Silvio) abbia chiuso i canali con Forza Italia, il ministro degli Esteri dichiara: “Balle su balle, anche queste. La famiglia è tutt’altro che disinteressata, segue, si informa. Io con Marina parlo ogni giorno, per essere chiari. E anche con suo fratello. C’è un dialogo costante con Gianni Letta e con Fedele Confalonieri. Di cosa parla esattamente chi allude senza sapere?"

