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Roccella: “Famiglie a lungo bistrattate. L'inverno demografico è al centro dell'azione del governo”

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Da qualche anno, quasi tutte le Istituzioni economiche concordano che l'Europa e soprattutto l'Italia devono affrontare il problema della denatalità. Se non si dovesse invertire la rotta, un Paese sarebbe costretto a trovare nuovi paradigmi economici, per garantire il bene comune, senza mettere a rischio la coesione sociale. In un'intervista al quotidiano “Il Giornale”, il ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella, affronta la questione della denatalità. Come sostenuto nel suo intervento agli Stati Generali della Natalità, il tema dell’inverno demografico è al centro dell’azione del governo: “Alla natalità abbiamo dedicato il nome di un ministero e soprattutto, fin dal primo giorno, interventi concreti, risorse importanti e una visione strategica. Ricordando che il fattore economico è importante, ma lo è altrettanto quello culturale”.  

In merito alla possibilità di una nuova implementazione dell'assegno unico, il ministro Roccella risponde così: “Innanzi tutto lo stiamo difendendo in Europa, dove è oggetto di una procedura di infrazione. Ricordo poi che lo abbiamo aumentato in modo sensibile, soprattutto per le famiglie numerose. L’assegno unico però è solo uno degli elementi di una strategia ben più ampia”. 

Per quanto riguarda il quoziente familiare, il ministro Roccella, chiarisce in modo dettagliato quali siano le intenzioni del Governo: "Più che di quoziente, parlerei di criterio familiare. E già lo stiamo adottando: dalla delega fiscale agli incentivi alle imprese, dai bonus bollette al nuovo assegno di inclusione, il numero dei figli è un parametro fondamentale che abbiamo introdotto in ogni ambito. Noi non siamo dirigisti, non siamo per i piani quinquennali. Tanto più su un tema così delicato e personale, su cui la libertà di scelta è essenziale. Sappiamo tre cose: che non c’è in Italia un clima favorevole alla natalità, che a lungo le famiglie sono state bistrattate, e che le donne vorrebbero fare figli, ma spesso non ne fanno perché il sistema non aiuta a conciliare lavoro e maternità. Vogliamo agire su tutti e tre questi fronti con lo scopo di invertire la tendenza”.

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