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Mostra blasfema al Parlamento Europeo con “Gesù Lgbt”. Indignata l’on. Rossi (Lega): “La sinistra porti rispetto. No a provocazioni gratuite”

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Il fanatismo laicista che odia il Cristianesimo oramai diffuso in Europa non conosce limiti. Nel preambolo della Costituzione Europea la componente liberal-progressista radical-laicista decise di cancellare ogni richiamo alle radici cristiane, rifiutando di ascoltare gli appelli di Giovanni Paolo II e del Cardinale Ratzinger (poi Papa Benedetto XVI).

Nel 2021 la Commissione Europea varò le linee guida (poi ritirate per le numerose critiche) per una “comunicazione inclusiva” che mirava ad abolire le feste cristiane in nome del rispetto per le altre tradizioni religiose e persino la distinzione tra maschile e femminile. In ultimo la proposta di regolamento sul certificato europeo di filiazione che il centrodestra al Senato ha respinto. 

Adesso l’odio al Cristianesimo, spinge la componente liberal-progressista radical-laicista a commettere atti blasfemi. L’europarlamentare della sinistra svedese Malin Bjork per celebrare il semestre di presidenza svedese, ha invitato l’artista fotografica Elisabeth Ohlson a mostrare alcune delle sue opere. Tutti i pezzi che ha scelto per questo spettacolo, che si svolgerà all’Europarlamento di Bruxelles dal 2 al 5 maggio, hanno un tema Lgbtqi con contenuti blasfemi.

L’esponente leghista, l’europarlamentare Maria Veronica Rosssi, iscritta al gruppo Identità e Democrazia, critica fortemente la scelta che il Parlamento Europeo possa ospitare una mostra chiaramente blasfema, e chiede che vengano rispettati milioni di fedeli Cristiani in tutta Europa. L’on. Rossi, attraverso una nota stampa e sui social, ha manifestato tutta la sua indignazione per la provocazione oscena: “Per celebrare il semestre di presidenza svedese del Consiglio UE, la sinistra porta al Parlamento Europeo una mostra in cui rappresenta Gesù Cristo circondato da apostoli vestiti da schiavi sadomaso: è l’iniziativa di una deputata svedese di The Left, che inaugura una mostra all’Eurocamera per mettere in evidenza un tema Lgbtqi o comunque inclusivo, legato ai diritti umani. È del tutto legittimo affrontare tematiche di ogni tipo nelle sedi istituzionali, ma strumentalizzare una religione è una intollerabile mancanza di rispetto verso milioni di fedeli in tutta Europa. Altro che approfondimento culturale, questa appare come una provocazione gratuita: perché offendere e mancare di rispetto?”.

L’integralismo laicista, ricorre ad ogni mezzo, pur di contrastare il Cristianesimo. Per evidenti ragioni di opportunità, in una sede istituzionale come quella del Parlamento Europeo, mostre con contenuti blasfemi che riguardano tematiche Lgbtqi, non dovrebbero essere ospitate. 

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