Pochi analisti puntano sulla possibile resa dei conti tra il leader della Lega, Matteo Salvini, e il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti nel consiglio federale di oggi a Roma.
Il segretario leghista dovrebbe confermare la linea programmatica del partito, che ribadirà essere la sua, per spingere ancora sui temi dell’emergenza lavoro, sulle tasse e sulle e sulle modifiche al reddito di cittadinanza, ma non solo.
Nel discorso del numero uno di via Bellerio, ci sarà anche l’avanzamento dei progressi fatti per la formazione al Parlamento europeo di un nuovo gruppo, dallo sfondo sovranista, a cui si dovrebbero aggregare anche il partito del premier ungherese, Viktor Orban, e il Rassemblement National di Marine Le Pen.
Al federale prenderanno parte i vicesegretari Andrea Crippa e Lorenzo Fontana, fedelissimi di Salvini, e naturalmente Giorgetti, anch’egli vicesegretario. Poi ci saranno i governatori delle regioni a guida lega: Attilio Fontana (Lombardia), Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia-Giulia) e Luca Zaia (Veneto).
Sono stati convocati appositamente per l’occasione anche i 22 segretari regionali della Lega e i responsabili del partito nel consiglio Europeo, ossia il capodelegazione a Bruxelles, Marco Campomenosi, e il presidente del gruppo parlamentare europeo “Identità e democrazia”, Marco Zanni.
I due europarlamentari, di stretta marca salviniana, sono stati chiamato allo scopo di dar appoggio al segretario Salvini sull’incontro, tenuto in vista della formazione del nuovo raggruppamento in Ue, con il presidente Orban e il primo ministro della Polonia, Mateusz Morawiecki.
Si tratta di uno scenario che potrebbe andare di traverso al ministro dello sviluppo economico poiché da tempo chiede il passaggio della Lega nel gruppo dei popolari, al fianco di Forza Italia e della Cdu.
Il patto tra i leader sovranisti viene in aiuto di Matteo Salvini a poche ore di distanza dalle critiche piovutegli addosso proprio dal suo vicesegretario e ministro.

