Salvini: lavoro alla luce del sole, obiettivo fine della guerra

pubblicato il 01/06/2022 in Politica da Emanuele Gulino
Condividi su:
Emanuele Gulino

Parla il capo della Lega Matteo Salvini: "Per la pace si lavora con ambasciatori e governi di tanti Paesi, alla luce del sole, comunicandolo anche a giornali e tivù più volte, avendo come unico obiettivo la fine della guerra. Io l'ho fatto e continuerò a farlo, spero in compagnia di tanti colleghi che in questi giorni criticano e chiacchierano, ma per arrivare alla Pace non muovono un dito, preferendo parlare di armi e guerra".

"Le relazioni internazionali sono in mano a me e al responsabile esteri Lorenzo Fontana, un capo di partito ha l'onore e l'onere, in nome della pace, di decidere chi incontrare e quando", ha poi detto Salvini ai giornalisti vicino al Senato.

"Ma è giusto tenere all'oscuro i ministri? A me piace fare le cose e annunciarle una volta ottenuto il risultato. L'obiettivo era andare a Mosca tornando a casa con un risultato concreto da offrire al governo. Se il Pd non vuole, proveremo a raggiungere lo stesso risultato telefonicamente aspettando Letta e Di Maio.La mia impressione è che ci sia tanta gente che chiacchiera e non fa nulla. Se il viaggio a Mosca è ancora in piedi? Ma se mi hanno linciato ancora prima di partire... Io sto lavorando da Roma e da Milano. Se volevo incontrare Putin? Mai parlato di Putin, non lo sento da anni.

Salvini ha poi continuato rispondendo ad una domanda circa il ministro degli esteri russo: "Il ministro degli Esteri è uno dei contatti in corso. Diciamo che se io volessi potrei andarci domani, a Mosca, a Istanbul. Basta con questo fango a reti unificate, non faccio niente né per soldi né per interessi personali. Se devo andar in vacanza non vado a Mosca".

Matteo Salvini ha poi continuato: "L'obiettivo è portare la mia piccola parola di pace, per salvare vite in Ucraina e posti di lavoro in Italia. L'interesse nazionale italiano prevede la pace, non la guerra e altre armi. I referendum per ora non esistono, stanno rubando la democrazia, questa è censura. Sessanta milioni di italiani possono fare quello che non ha fatto la politica, ma solo se si supererà la cappa di silenzio".

(Foto e fonte ansa.it)

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password