Regioni divise dal governo, polemiche su scuola e coprifuoco

pubblicato il 22/04/2021 in Politica da Emanuele Gulino
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Emanuele Gulino
Le tensioni tra Governo e Regioni non si placano, la polemica sul dl discusso ieri ha visto l'astensione della Lega. Le Regioni chiedono il coprifuoco alle 23 anziché alle 22 con deroga ai ristoranti affinché possano rimanere aperti sia all'aperto che al chiuso. Il presidente della conferenza, Massimiliano Fedriga, ha spiegato anche le tensioni dovute alle decisioni sulla scuola: "l'aver cambiato in Cdm un accordo siglato da noi con i Comuni e le Province sulla presenza di studenti a scuola è un precedente molto grave" che ha "incrinato la reale collaborazione tra Stato e Regioni". Fedriga ha detto che le Regioni hanno scritto a Draghi chiedendo un incontro e poi afferma di essere "convinto che alle prossime settimane ci potrebbe essere una revisione di questo decreto". Da Palazzo Chigi al momento non è arrivata nessuna risposta ma il testo finale del dl ancora non è stato siglato. "Stiamo andando verso le riaperture, e questa conquista non è la vittoria di Salvini, di Forza Italia o del centrodestra: è la vittoria degli italiani. Il coprifuoco non durerà fino al 31 luglio, e non vediamo l'ora di abolirlo. Ogni due settimane verrà fatto un controllo a tutte le misure previste dal decreto: il primo sarà a metà maggio. Dispiace che la polemica sul coprifuoco abbia un po' offuscato tutto il resto, ma questo è il decreto delle riaperture". Le parole del ministro per le Autonomie, Mariastella Gelmini, durante la registrazione di Porta a Porta, in onda su RaiUno. "Tutti vogliamo tornare alla nostra vita normale ed è volontà ed interesse del governo farlo prima possibile. Ma c'è una cosa che dobbiamo assolutamente evitare perché non ci sarebbe perdonato: il rischio di riaprire per poi richiudere. È per questo che si procede con riaperture graduali e in sicurezza". Ha detto sempre Mariastella Gelmini, durante la registrazione di "Iceberg", in onda su Telelombardia. "Esattamente un anno fa i nostri ragazzi erano tutti a casa con la prospettiva di non rientrare in classe fino a settembre, i negozi erano chiusi, e così anche bar e ristoranti: e avevamo fra i 2 e i 3 mila contagi al giorno. Ieri di nuovi contagi ce ne sono stati quasi 14mila, ma con il 26 aprile la gran parte delle attività saranno riaperte. E i nostri ragazzi sono in larga parte già tornati a scuola. Non mi pare poco. Tutto e subito non è sempre la scelta più appropriata quando sono in gioco le vite umane. Ma questo resta il decreto delle riaperture e del ritorno alla vita". Poi il ministro risponde alle regioni sulla didattica a distanza: "le regioni avevano chiesto di partire dal 60% ed in questo senso avevamo raggiunto un accordo. Il Presidente del Consiglio Draghi ha chiesto di fare uno sforzo ulteriore, ha posto un obiettivo minimo più alto, per cercare di far tutti meglio, ogni giorno. Nel decreto ci sarà scritto il 70%: ma non metteremo a rischio nessuno. Se non sarà possibile assicurare queste quote regioni ed enti locali potranno derogare. Stiamo lavorando per trovare la squadra". "Il fatto che nel testo del decreto varato ieri non sia stato riprogrammato il coprifuoco, non significa che durerà fino al 31 luglio. Questa è una lettura distorta del provvedimento. Sono assolutamente certa che presto il coprifuoco sarà solo un brutto ricordo. È lo stesso decreto a dirlo, precisando che il Consiglio dei ministri potrà intervenire nelle prossime settimane, con tagliandi periodici al dl, modificando sia le regole per le riaperture che gli orari del coprifuoco". Ha concluso, infine, Mariastella Gelmini. Matteo Salvini, segretario della Lega, rinnova la "lealtà" a Draghi ma incalza dicendo: "il governo ha disatteso l'accordo raggiunto con gli enti locali, mettendo in difficoltà presidi, sindaci e studenti". (Foto e fonte Ansa)

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