Contestazioni fuori dalla sede del Pd, uova sul cofano di Berlusconi

Colloquio tra Renzi e il Cavaliere sulla riforma della legge elettorale

pubblicato il 18/01/2014 in Politica da Angela Menna
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Angela Menna

Oggi pomeriggio, presso la sede del Pd, si è tenuto il colloquio tra Silvio Berlusconi e il sindaco di Firenze Matteo Renzi. Il Cavaliere è arrivato in auto da Palazzo Grazioli, ed è entrato da un ingresso secondario, seguito dal pulmino della scorta.Tutto nella norma, finchè alcuni, probabilmente del 'popolo viola', hanno gridato «vergogna, vergogna, non si tratta con i criminali». Inoltre, sono state ritrovate alcune uova sul cofano di Berlusconi. Ad affiancare il Cavaliere è stato Gianni Letta, suo storico collaboratore. Accanto a Renzi, invece, il portavoce della segreteria Dem, Lorenzo Guerini.
Un incontro storico: è la prima volta, infatti, che Berlusconi mette piede nella sede del Pd. Si è discusso, in particolar modo, sulla riforma della legge elettorale. Il «Porcellum», con cui è stato eletto l’ultimo Parlamento, è stato «decapitato» da una sentenza della Corte costituzionale. Dunque è arrivato il momento di rifare tutto da capo. Il modello di cui starebbero discutendo Renzi e Berlusconi, è quello spagnolo, rivisto all’italiana. In ballo due tipi di soglie, al 4-5% e all’8%, a seconda che ci sia o meno un apparentamento. Il colloquio, però, sta mettendo in agitazione la sinistra Pd, opposta alla trattativa con il leader Fi, e lo stesso governo.
 Intanto, a un’ora dall’avvio del vertice, le forze dell’ordine hanno ridisposto le camionette blindate, davanti al Nazareno e nelle strade nelle vicinanze, come una sorta di «corsia protetta», da garantire alle auto del Cavaliere, la distanza dai manifestanti.
In mattinata il sindaco di Firenze - giunto al Nazareno un’ora prima di Berlusconi, con il Freccia Rossa, ha incontrato Stefania Giannini, il segretario di Scelta Civica e Riccardo Nencini, il segretario del Psi.
«Non ho avuto alcuna sensazione di rottura. Abbiamo discusso del ruolo del Senato, del titolo V della Costituzione e della legge elettorale», ha dichiarato Giannini, dopo l'incontro con Renzi. «Si va con un accordo di maggioranza, perché Renzi sta dialogando con il Nuovo centrodestra, quindi, credo che ci sia la base per potersi confrontare. Se, invece, Renzi trovasse un’intesa con Berlusconi sul modello spagnolo, - ha aggiunto Giannini-, sarebbe un tavolo parallelo e allora credo che ci sarebbero problemi. Del resto non mi sembra di aver colto questa volontà».

«È giusto che Renzi incontri Berlusconi. Sulle regole del gioco non va escluso il dialogo con l’opposizione», ha aggiunto il segretario del Psi, Nencini. «È possibile trovare l’accordo di maggioranza, che tenga dentro anche la parte più rilevante delle opposizioni. Renzi ha ben presente che c’è un governo e che ci sono le opposizioni. La legge elettorale è una parte della riforma complessiva che vede la trasformazione del Senato e la riforma del titolo V».
«Se quanto leggiamo corrispondesse al vero, significherebbe che Renzi e Berlusconi stanno firmando il patto Molotov-Ribbentrop, che portò alla spartizione della Polonia tra Stalin e Hitler». E' quanto ha sostenuto in un’intervista al Quotidiano Nazionale, l’esponente dell’Ncd, Fabrizio Cicchitto, secondo cui si tratterebbe di un’operazione aberrante davvero inaccettabile. In un'intervista al Messaggero, il collega di partito, Maurizio Lupi, ha precisato che quello che non sarebbe comprensibile, è un accordo tra Pd e Forza Italia sulla legge elettorale, senza che parte della maggioranza venga coinvolta. «Se vogliamo confrontarci, siamo più che disponibili, - ha aggiunto- a condizione che non ci si chieda di accettare una legge elettorale, che spinge al bipartitismo, eliminando tutte le sensibilità diverse».


Il presidente della Regione Lombardia giudica «interessante» l’incontro Renzi-Berlusconi, «che può segnare la fine del governo Letta. La mia impressione», ha detto Roberto Maroni, «è che Renzi voglia andare a elezioni anticipate, come Berlusconi, a maggio. Oggi vedremo, ma mi pare una strada segnata».  «Renzi non ha il monopolio del dialogo con Berlusconi. I moderati italiani devono essere propositivi e non devono farsi attanagliare dalla paura», è l’opinione di Pier Ferdinando Casini. «Ben venga l’incontro tra Renzi e Berlusconi: non precipitiamo le cose, aspettiamo e vediamo cosa accade, non è il caso di fare proclami. Nessuno ha il monopolio della verità, basti pensare alle critiche in Spagna al loro sistema elettorale», ha detto il leader dell’Udc. «Auspico che anche noi moderati parliamo con Forza Italia e e le altre componenti dell’opposizione per individuare una possibile soluzione».

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