Tre indizi fanno la prova che l’economia italiana va a ramengo

Lo confermano indirettamente Tria,Garavaglia e Giorgetti

pubblicato il 21/02/2019 in Politica da Enzo Carmine Delli Quadri
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Enzo Carmine Delli Quadri

Diceva Agatha Christie: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Nel caso dei conti dello stato e della manovra di bilancio 2019 approvata solo qualche mese fa, si levano forti dubbi che essa possa mantenersi invariata e tale da escludere correzioni in peggio. Ciò che fa pendere la bilancia a danno degli italiani e di quel che dovranno sopportare è rappresentato da tre indizi che, messi insieme,  fanno la famosa prova di cui parla la scrittrice:

  1. la recessione tecnica registrata negli ultimi due trimestri del 2018,
  2. il contrarsi negli ultimi mesi e in modo preoccupante degli ordinativi e del fatturato  delle imprese,
  3. la paura del futuro delle famiglie, oltre che delle imprese stesse, che preferiscono tenere al caldo i loro risparmi. 

A questi indizi si aggiungonole parole non rassicuranti di tre esponenti del Governo,tra cui il ministro dell'Economia, i quali hanno smentito che ci possa essere una manovra correttiva subito!!!  Si, hanno usato questa formula. Ora, se si dice che lo si esclude subito, si suppone che possa esserci un intervento in un futuro non meglio definito. Infatti:

  • Tria, il ministro dell’economia, ha detto: "è alquanto prematuro esprimersi su un'eventuale manovra correttiva."
  • Per il viceministro di via XX Settembre Garavaglia: "siamo preoccupati e siamo determinati a far ripartire al più presto gli investimenti. Non c'è necessità di una manovra aggiuntiva adesso”.
  • Giorgetti, l’uomo forte della lega non chiude la porta a un intervento sui conti. "Questo è un problema e lo vedremo nei prossimi mesi".

Salvini e Conte tentano di spegnere ogni focolaio di polemica con affermazioni distensive non dissimili da quelle pronunciate poche settimane fa su un possibile boom economico oppure su un bellissimo 2019 e attaccano tutti coloro che non vogliono attendere di vedere le conseguenze, per loro, miracolose del reddito di cittadinanza e della quota 100. Peccato che tutti gli istituti nazionali e internazionali, preposti alle analisi delle situazioni economiche dei vari Paesi del mondo, abbiano già fatto le dovute analisi e valutazioni e siano giunte alla conclusione quelle due riforme volute dal Governo del Cambiamento apporteranno poco e nulla alla situazione pesante che si sta prodspettando per i conti dell’Italia e per i risparmi degli italiani.

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