Dopo il no a Conte, arriva Cottarelli

Il mister spending review è stato convocato dal Presidente della Repubblica

pubblicato il 28/05/2018 in Politica da Samantha Ciancaglini
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Samantha Ciancaglini

Il governo Conte è stato bocciato: il ministro dell'economia, Savona, non andava proprio giù al Presidente del Consiglio. C'è cho dice che fosse un fedele anti-europeista, c'è chi dice che ha semplicemente criticato alcuni aspetti della moneta unica, ma Mattarella non ci sta e Conte riceve un bel due di picche.

Gli animi si sono accesi, soprattutto sui social, chi ha appoggiato il comportamento del Capo dello Stato, chi invece ha criticato. Si inizia davvero a sentire aria di nuove elezioni, Salvini che richiama Silvio Berlusconi, Di Battista che prepara la valigia per iniziare una nuova campagna elettorale, Carlo Calenda che si presenta come candidato Presidente del Consiglio alla prossime elezioni.

Nel frattempo, il Capo dello Stato, calma gli animi agitati, giustifica la sua decisione, secondo cui la democrazia non è costrizione e chiama lui: Carlo Cottarelli.

Ore 11:30, si presenta in giacca e cravatta con il trolley, pronto a rapportarsi con il Capo dello Stato. Mister Spending rewiev, l'uomo che nel novembre del 2013 ottenne dal governo Letta l'incarico di mettere mano agli sprechi pubblici italiani, è stato convocato al Colle. Una telefonata arrivata 'a sorpresa' che, racconta chi gli ha parlato, ha colto Cottarelli nel bel mezzo della correzione dei compiti dei suoi studenti della Bocconi, dove attualmente è 'visiting professor'.

Laureato a Siena e alla London School of Economics, Cottarelli, pur lavorando a Washington dal 1988 quando entrò al Fondo Monetario dopo la Banca d'Italia e una breve esperienza all'Eni, ha sempre seguito con attenzione gli affari italiani. All'Fmi infatti era direttore del dipartimento affari di bilancio dal 2008 e in questi anni più volte ha redatto e illustrato il Fiscal Monitor, ovvero il rapporto dove si analizzano i bilanci pubblici delle principali economie.

Vedremo come andrà a finire.

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