Una riflessione sulle UTI (Unioni Territoriali Intercomunali)

Riforma Enti Locali del Friuli Venezia Giulia

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 23/10/2017 in Politica da Dario Calligaro
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Dario Calligaro

A livello di concetto, è corretto razionalizzare i servizi dell'ente territoriale più piccolo (comune), in quanto è assurdo avere comuni con meno di 400 abitanti. In un'ottica politica futura le UTI si faranno andare a regime, e tra tot anni (10/15), quando saranno diventate la normalità, si modificheranno le leggi in modo tale da renderle quello che ora sono i comuni, che da oltre 200 passerebbero a 18 o quel che l'è. E la cosa ha senso. Significa che a livello comunicativo, soprattutto coi diretti interessati (sindaci, cittadini), è da proporre bene il progetto, altrimenti non viene accettato.

La Serracchiani & co (tipico atteggiamento radical chic) hanno imposto le UTI con le intimidazioni, minacciando di togliere fondi in caso di non adesione, il che ha portato ad un'avversione psicologica verso tale struttura (potenzialmente positiva), al posto di una valutazione di razionalizzazione futura.

Inutile parlare di fusioni... quanti comuni si sono fusi nonostante la regione cacciasse le lire? Se alle prossime regionali andrà su il centrodestra, che farà? Toglierà tutto? Facciano un passo indietro, vedano quali sono i problemi e li appianino, facendo andare a regime le UTI.

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